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Mutilazioni/modificazioni genitali femminili nel lazio e a Roma
Il circolo virtuoso tra ricerca e servizi
Il report presenta un’indagine sul fenomeno delle Mutilazioni/Modificazioni Genitali Femminili (M/MGF) tra le donne migranti, condotta nei consultori della ASL Roma 1
Attraverso dati ufficiale e interviste a 278 donne, la ricerca ha portato alla luce non solo le dimensioni del problema, ma anche i bisogni inespressi di cura e prevenzione. È emersa con forza la necessità di andare oltre le stime indirette e costruire un sistema di monitoraggio diretto del fenomeno, fin dalla nascita delle bambine e che coinvolga tanto le madri, dalle quali passa principalmente il cambiamento, quanto i padri che ne possono accogliere le istanze.
Le difficoltà delle donne, spesso inconsapevoli della loro storia familiare, nel raccontare la propria esperienza rivelano quanto questa pratica sia ancora avvolta da tabù e silenzi, spesso aggravati dall’isolamento che la migrazione comporta. Nonostante sia meno diffusa tra le nuove generazioni, il rischio di perpetuazione è ancora reale, soprattutto se permangono forti legami con le comunità di origine. Preoccupante è il fatto che il 15% delle intervistate non esprima un chiaro rifiuto, segno che c’è ancora molto da fare in termini di consapevolezza.
Il report presenta e propone azioni concrete, come la diffusione del “Passaporto della Salute”, e sottolinea l’importanza di coinvolgere tutta la comunità migrante, uomini compresi, per sostenere un cambiamento culturale profondo.
L’esperienza del Centro SAMIFO dimostra come conoscenza, formazione e ascolto possano diventare strumenti potenti per costruire servizi sociosanitari davvero inclusivi ed efficaci.

