Alla domanda Ha presentato domanda per l’acquisizione della cittadinanza italiana? Un quinto del campione non ha alcun interesse per la cittadinanza italiana, quasi un quarto ha avviato le pratiche, poi c’è chi è in procinto di fare domanda e chi la farebbe se avesse i requisiti: un contesto variegato dove l’interesse per la cittadinanza appare ampio e diffuso.

Primi risultati dall’indagine realizzata nell’ambito del progetto Bond – Between Origin and Destination

Il presente contributo è frutto di un’analisi dei dati derivanti dall’indagine condotta dall’Università degli Studi di Milano, dall’Università di Bologna e da Fondazione ISMU ETS di Milano nell’ambito del Progetto “Between Origin and Destination (BOnD)”, finanziato da fondazione CARIPLO su Bando Inequalities Research 2023, realizzata sul campo da Fondazione ISMU ETS di Milano. L’indagine è stata condotta con metodologia dei centri e ambienti di aggregazione e realizzata attraverso interviste face to face a cittadini stranieri e persone con background migratorio maggiorenni presenti in Lombardia, nel periodo dicembre 2024–marzo 2025.

In particolare, si sono analizzate le risponde date alla domanda di indagine: “Ha presentato domanda per l’acquisizione della cittadinanza italiana?” sottoposta al sotto campione di coloro che hanno solo cittadinanza straniera.

Ha presentato domanda per l’acquisizione della cittadinanza italiana? %
Sì, ho già avviato le pratiche 23,1
No, ma ho i requisiti e farò domanda 17,9
No, non ho i requisiti altrimenti la farei 37,8
No, ho i requisiti ma non intendo farla 11,6
No, non ho i requisiti e comunque non intendo farla 9,7
Totale 100,0
Base rispondenti: 961 casi

Fonte: elaborazioni Fondazione ISMU ETS su dati indagine BOnD

Quasi un quarto del campione ha dichiarato di aver presentato domanda per ottenere la cittadinanza italiana, e un altro 18% ha affermato che lo farà avendo i requisiti. Se si considerano anche coloro che hanno espresso interesse a fare domanda pur non avendo i requisiti previsti – il 38% del campione – si evidenzia come l’interesse per la cittadinanza italiana sia molto ampio. Coloro che al contrario non hanno intenzione di chiedere la cittadinanza italiana – anche in presenza di requisiti – rappresentano un quinto dei casi.

Rispetto alla media chi è migrato per ragioni economiche o di studio ha meno intenzione di fare domanda (a prescindere da possedere o meno i requisiti), mentre valori oltre la media di interesse a fare richiesta sono riscontrati tra chi è migrato per fuggire a persecuzioni e guerre, e a chi ha un progetto migratorio di tipo familiare.

L’approccio verso la domanda di cittadinanza sembra essere anche legato alle prospettive future. Tra coloro che hanno già avviato le domande, la percentuale di chi intende rimanere a vivere in Italia è dell’83%, mentre tra coloro che non intendono fare richiesta di cittadinanza italiana tale percentuale è del 56%. Per quest’ultimo dato hanno rilevanza in particolare le risposte di chi proviene da paesi che non consentono il doppio passaporto (come la Cina), chi è cittadino dell’Unione europea (soprattutto i romeni), chi ha già una certa stabilità di presenza come chi possiede un permesso indeterminato per lungo soggiorno. Tra chi ha avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana non è irrilevante il 17% delle persone che intendono tornare a vivere nel paese di origine (10%) o in altro paese (7%): è possibile che per queste persone il possesso di un passaporto italiano consenta maggiore libertà di movimento e quindi di aver maggiori opportunità per migliorar le proprie condizioni di vita altrove. Un terzo di coloro che non hanno intenzione di fare domanda di cittadinanza italiana ha in progetto di tornare a vivere nel proprio paese di origine, e il 10% in altro paese.

L’età dei rispondenti è un’altra variabile importante: se consideriamo la quota di coloro che hanno avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza si evidenzia che tra i giovani 18-24enni tale proporzione è del 37% rispetto al dato medio complessivo del 23%: dunque i prossimi nuovi cittadini italiani in Lombardia saranno soprattutto giovani. È rilevante anche la quota tra i giovani adulti tra i 25 e i 39 anni che affermano che farebbero domanda di cittadinanza se avessero i requisiti. Dunque, l’interesse alla cittadinanza è spiccato tra i giovani. Anche la generazione dei 50-59enni mostra una propensione alla cittadinanza importante: la metà di loro ha fatto domanda o sta per farla avendo i requisiti. La fascia di età 40-49 è quella che registra maggiore equidistribuzione tra le diverse opzioni di risposta. Sono soprattutto coloro che hanno oltre 60 anni a dichiarare in modo significativo di non essere interessati a diventare cittadini italiani (44%), più del doppio del valore medio generale.

L’interesse per la cittadinanza italiana è più significativo quando i soggetti intervistati hanno figli nati in Italia: quasi la metà ha infatti le pratiche già avviate o da avviare avendo i requisiti previsti dalla legge. È tuttavia non irrilevante anche un quinto dei casi che si esprime negativamente – pur giocando un ruolo l’impossibilità della doppia cittadinanza, oppure il possesso della cittadinanza europea, come visto sopra.

È poi particolarmente evidente l’interesse “teorico” tra coloro che hanno figli nati all’estero, che probabilmente hanno un percorso migratorio più recente e non ancora le condizioni di stabilità tali da rendere l’acquisizione della cittadinanza italiana un traguardo raggiungibile. Per tale gruppo di rispondenti la quota di chi è interessato senza avere i requisiti rappresenta il 48% dei casi, oltre 10 punti percentuali in più rispetto alla media generale.

Un altro gruppo significativo rispetto all’interesse alla cittadinanza senza averne i requisiti – quindi più un ideale che una condizione realizzabile realmente a breve – riguarda coloro che ritengono di far parte di un gruppo discriminato in Italia. Più della metà di chi ritiene di essere discriminato afferma che farebbe la domanda di cittadinanza italiana se avesse i requisiti. In particolare, la percezione della discriminazione riguarda soprattutto colore della pelle, religione e nazionalità.

Giorgia Papavero, Settore Statistica

Grafici

Fonte elaborazioni Fondazione ISMU ETS su dati indagine BOnD

Note
Per il primo grafico: Risposte accorpate: *«Ho intenzione di farla» = «ho i requisiti e farò domanda» + «non ho i requisiti altrimenti la farei» *«Non ho intenzione di farla»=«ho i requisiti ma non intendo farla» + «non ho i requisiti e comunque non intendo farla».

Per il terzo grafico: Risposte accorpate: «Non intendo farla»=«ho i requisiti ma non intendo farla» + «non ho i requisiti e comunque non intendo farla».