1) Nella notte un bombardamento russo su Kiev ha provocato la morte di 31 civili (di cui 5 bambini) e il ferimento di oltre 150, di cui 12 bambini. L’accanimento sui civili è sempre più evidente. Al riguardo Trump afferma che il comportamento di Putin è disgustoso. Sempre nella capitale Kiev il Presidente firma la legge, approvata dal Parlamento, che ripristina l’indipendenza dell’agenzia nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura specializzata nell’anticorruzione (SAPO), sottolineando che lo Stato ascolta l’opinione pubblica. Nonostante la terribile guerra in corso la lotta alla corruzione continua seppure con difficoltà ed è un importante indicatore che la democrazia è consolidata e la sua società civile è in grado di contare e di essere ascoltata.
A seguito delle provocazioni dell’ex Presidente Medvedev, Trump le giudica idiote e invia dei sottomarini nucleari vicino alle coste russe.
2) L’invasione russa continua ma Kiev cerca di resistere. Centinaia di migliaia di civili fuggono dalle zone di guerra ma non vengono rispettati dai russi i cessate il fuoco e i corridoi umanitari.
Dopo le proteste popolari NABU e SAPO hanno scoperto un sistema di tangenti per l’acquisto di droni e altre attrezzature militari.
4) Si intensificano gli attacchi ucraini contro gli impianti petroliferi russi, essenziali per finanziare la guerra di Mosca.
Trump conferma che se Mosca non metterà fine alla guerra in Ucraina entro l’8 agosto, verranno imposte sanzioni secondarie a cominciare contro l’India che acquista a basso costo petrolio russo anche per rivenderlo a prezzi maggiori.
6) Putin respinge l’ultimatum di Trump il quale decide di preparare sanzioni secondarie contro i paesi che comprano il petrolio da Mosca.
8) Gli staff USA e russi son impegnati ad organizzare quanto prima, l’incontro dopo quello del 2021, tra Trump e Putin ma senza Zelensky. In tal modo Putin ottiene già il risultato di ritardare le sanzioni secondarie decise dalla Casa Bianca e di poter continuare ad avanzare nella conquista di territori ucraini. Putin intende invece convincere Trump che bisogna affrontare quelle che ritiene essere le cause profonde del conflitto nella speranza di fare dell’Ucraina un vassallo come la Bielorussia.
Le minacciate sanzioni secondarie contro l’India potrebbero colpire la principale fonte di entrate economiche della Federazione Russa, stimate per la sola India in quasi 53 miliardi di dollari all’anno. Putin dimostra di essere più abile di Trump nei rapporti tra i due leader.
10) Viene ufficializzata la data dell’incontro di Trump con Putin, 15 agosto in Alaska (USA), in cui è previsto che vengano trattati diversi argomenti non solo quello riguardante l’Ucraina ma senza la presenza di Zelensky, il quale teme che si arrivi ad un accordo capestro con delle implicazioni molto gravi per il suo Paese. Da Mosca arrivano notizie che confermano le richieste di Mosca sia per quanto riguarda i territori occupati sia il futuro dell’Ucraina poiché Putin non sembra disposto a cedere nulla per quanto riguarda le regioni contese le Crimea.
A sostegno di Zelensky intervengono i leader alleati europei che sostengono di dover partecipare insieme Kiev alle trattative e ribadiscono che eventuali scambi di territori comportano garanzie di sicurezza, compresa l’adesione alla Nato, come prerequisito per il cessate il fuoco. Il Governo svedese aggiunge che si può arrivare alla pace solo se si assicura l’integrità territoriale di Kiev.
12) Trump conferma di incontrare solo Putin e si impegna a riferire l’esito del colloquio a Zelensky e all’Unione europea che ribadisce il sostegno all’Ucraina con garanzie di sicurezza di lungo periodo. Anche il Governo italiano condivide questa linea e la richiesta di Kiev di restituire i minori ucraini deportati in Russia che potrebbero non 19.500 mila ufficiali ma addirittura almeno 35 mila secondo l’Hummanitarian Reaserch dell’Università americana di Yale. Zelensky ritiene che Mosca stia preparando nuove offensive e ribadisce che l’Ucraina non si ritirerà dal Donbass perchè le concessioni alla Russia senza garanzie di sicurezza apriranno la strada a nuove aggressioni e al rischio di una terza guerra mondiale. L’Unione europea, compresa l’Italia, conferma il pieno appoggio a Kiev per una pace giusta, duratura e dignitosa.
Il centro americano per gli Studi Strategici e Internazionali stima che i morti nell’esercito ucraino siano tra i 60 e i 100 mila mentre quelli russi 250.000 (altre stime arrivano ad 1 milione).
15) L’incontro di Trump con Putin in Alaska ha destato stupore in larga parte dell’opinione pubblica e degli osservatori, soprattutto occidentali. L’incontro, iniziato con i soldati USA in ginocchio termina con l’invito a Trump di recarsi a Mosca. Si tratta di un’accoglienza trionfale, referente e quasi affettuosa riservata all’ospite russo, un dittatore sempre più duro nel suo paese e accusato di gravi crimini di guerra per le atrocità provocate in Ucraina che sono state ampiamente dimostrate. L’esito dell’incontro non è arrivato nemmeno al cessate il fuoco, da Trump ritenuto quale obiettivo minimale da raggiungere. La durata dell’incontro si è ridotta a tre ore. Fra i due leader chi ne è uscito meglio? Si registra un ampio consenso nel ritenere che ha prevalso decisamente Putin, il quale di fatto viene riabilitato e che ribadisce l’importanza delle cosiddette “cause profonde” che l’hanno portato ad aggredire l’Ucraina. Esse riguardano principalmente l’espansione della Nato a est dell’Europa, territori che invece spetterebbero a Mosca. Ma come si può pretendere che i Paesi Baltici, l’Ucraina e la Georgia, che hanno provato quanto sia duro vivere sotto il tallone della Russia, siano disposti a tornare ad essere vassalli del Cremlino, che tende a ridurre sempre più le libertà individuali e collettive in Russia. Il caso drammatico della Bielorussia è attualmente emblematico di questa dipendenza. In ogni caso ciascuna nazione dovrebbe essere libera di decidere il proprio posizionamento nel mondo.
17) I Paesi Baltici e nordici si sono subito affrettati a dichiarare che continueranno fornire armi all’Ucraina e che continueranno a rafforzare le loro difese perché non si fidano di Mosca che non ha mai mantenuto gli impegni assunti e le premesse fatte.
I leader dei “paesi volenterosi”, compresa Gorgia Meloni, si preparano all’incontro con Trump che appare loro in sintonia con Putin forse anche perché furbescamente lo zar spera di influenzarlo prospettandoli il suo sostegno per ottenere il Nobel per la pace tanto desiderato.
Rientrato a Mosca Putin incontra i suoi collaboratori e dichiara la sua soddisfazione per l’incontro in Alaska, per la vicinanza con Trump e per il riconoscimento di un ruolo internazionale importante che aveva decisamente perso nonché di non voler cedere nulla in merito alla questione Ucraina.
18) Due incontri alla Casa Bianca. Il primo solamente tra Trump e Zelensky con un disgelo tra i due leader. Il Presidente americano promette di sostenere Kiev e di impegnarsi per definire una riunione tre (Russia, Russia Ucraina). Nel secondo incontro, in cui sono intervenuti gli altri sette leader, che condividono una linea comune a sostegno dell’ucraina e la richiesta a Trump di impegnarsi per contribuire significamente alla sicurezza di questo paese. La questione dello scambio di territori non viene affrontata ma Zelensky ricorda che, come stabilisce la Costituzione del suo Paese, non è possibile rinunciare ad una parte di esso. Trump cambia però idea da strenuo sostenitore di procedere innanzitutto alla cessazione del fuoco, diventa favorevole a porre come obiettivo primario un accordo di pace complessivo e duraturo, facendo proprio la posizione di Putin che gli consente di protrarre la guerra.
19) Putin si dichiara disponibile ad un incontro bilaterale con Zelensky per arrivare a quello trilaterale, anche con Trump. Il leader ucraino dichiara di essere disponibile per qualsiasi scelta ad eccezione di Mosca. Egli si dimostra perplesso sull’eventuale scelta di Budapest perché questa città gli ricorda il grave tradimento russo di quando venne firmato il memorandum in cui alcuni paesi si sono impegnati a difendere, l’indipendenza, la sovranità, il rispetto dei confini in cambio della consegna delle armi nucleari di Kiev a Mosca. Non va dimenticato che in quel tempo l’Ucraina era la terza potenza nucleare al mondo, con 4000 testate nucleari.
L’incontro in Alaska non è pervenuto a nessuna intesa nemmeno a quella relativa al cessate il fuoco e dopo il successivo incontro alla Casa Bianca con i leader europei il Presidente statunitense appare disponibile a garantire il sostegno a Kiev per contribuire il sostegno all’Ucraina. A sua volta la Presidente della Commissione europea propone che questo paese diventi “un porcospino d’acciaio in grado di potersi difendere”. Da fonte russa non solo viene rifiutato il cessato il fuoco ma anzi vengono intensificati i bombardamenti proprio in coincidenza dei due incontri dell’Alaska e di Washington. É un segnale che proviene da Putin il quale ritiene di star vincendo e intende distruggere quanto più l’Ucraina dopo la riabilitazione interinazione avvenuta a seguito dell’accoglienza sul tappeto rosso in Alaska.
20) Si registra un ampio consenso da parte dei leader europei sulla indispensabilità della collaborazione USA per assicurare la sicurezza all’Ucraina. La coalizione dei volenterosi, che comprende una trentina di paesi, tende ad ampliarsi estendendosi oltre l’Europa, come l’Australia che dichiara la sua disponibilità ad inviare militari per contribuire alla sicurezza dell’Ucraina.
21) Il Ministro degli esteri Lavrov avanza una proposta quantomeno provocatoria per garantire la sicurezza dell’Ucraina con la costituzione di un gruppo di garanti comprendenti la Cina, gli USA, la Francia e la Russia, per cui l’aggressore diventerebbe addirittura protettore. Il Ministro non ricorda però i tradimenti subiti da Kiev per opera di Mosca come la già ricordata applicazione del Memorandum di Budapest (cfr 18 agosto).
Da parte europea emergono due proposte: a) quella italiana che si rifà all’articolo 5 della Nato per cui tutti gli stati partecipanti ad essa sono chiamati a correre in soccorso del partner aggredito; b) Francia e Gran Bretagna propongono invece di schierare sul campo un contingente militare dei paesi aderenti al gruppo dei volenterosi. Rimane comunque aperta la questione di come raccogliere i fondi necessari per garantire la sicurezza.
22) Kiev denuncia che nella settimana in cui vi sono stati i due incontri in Alaska e a Washington è aumentato il numero degli attacchi aeri russi (1500) contro abitazioni, infrastrutture civili. 1300 sono le persone (di cui 50 bambini) uccise nei 55000 bombardamenti dall’inizio del 2025 sino a metà agosto. Mosca intensifica anche la guerra ibrida, ad esempio del 2024 ha reclutato sui social media 95 minorenni ucraini, promettendo dei lauti ricompensi, che hanno compiuto 114 sabotaggi contro uffici pubblici e mezzi militari ucraini.
24) Nonostante la guerra in corso in Ucraina si festeggia il 34esimo anniversario dell’indipendenza di questo martoriato paese con manifestazioni civili e religiose. È intervenuto anche il primo ministro canadese, convinto alleato dei volenterosi, che si è detto disponibile ad inviare proprio militari per la sicurezza di questo stato nonché di contribuire all’acquisto delle armi. Sono giunti numerosi messaggi di augurio da parte di leader tra cui Trump, che ha rinnovato il suo sostegno a Kiev e da parte da papa Leone XIV “Con il cuore ferito dalle violenze che devastano la vostra terra”. In questa stessa giornata sono state rilasciate da Mosca 8 civili ucraini, tra cui l’ex sindaco di Kherson.
26) Afferma di non voler più spendere soldi per l’Ucraina, attacca Zelensky per essere “il più grande venditore”, che Putin non intende incontrare. Ancora una volta il Presidente USA sembra volersi sfilare dal sostegno a Kiev compito che resterebbe assunto dai volenterosi. Trump minaccia anche di ricorrere a nuove sanzioni nei confronti di Mosca ma nel contempo tratta con il Cremlino degli affari relativi all’energia russa.
Sul fronte di guerra l’armata di Putin avanza del Donbass. Nuovi droni a lungo raggio fabbricati in ucraina consentono di incendiare le raffinerie russe con una conseguente riduzione del 13 per cento di carburante di questo paese.
28) Nella notte Kiev è colpita dalla più grande strage dall’inizio dell’aggressione che ha riguardato 20 importanti quartieri della capitale con un evidente obiettivo di colpire civili, abitazioni e palazzi politicamente significativi, quali la rappresentanza dell’Unione europea e gli uffici del British Council. L’attacco con 600 droni e diversi missili ha provocato almeno 2 morti 50 feriti e alcuni dispersi. La popolazione di Kiev è tornata nel frattempo numerosa anche perché molte persone di sono trasferite nella capitale fuggendo dalle zone di guerra e dai territori occupati dei russi.
31) Il mese di agosto si chiude senza arrivare ad una tregua e senza prospettive per il futuro della guerra che Putin ha deciso di intensificare in particolare contro i civili e ha ottenuto il riconoscimento di leader mondiale da parte di Trump. Inoltre, lo zar dimostra all’occidente di non essere più isolato anche in occasione dell’incontro in Cina dei leader della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai tra i quali oltre a Xi Jinping vi è l’indiamo Modi che si riavvicina alla Cina e alla Russia dopo l’introduzione degli alti dazi da parte di Trump. Pertanto, sia gli Usa sia gli europei non sono riusciti ad isolare la Federazione russa.