2024

Gennaio

11. La Casa Bianca annuncia lo stop agli aiuti devoluti all’Ucraina, come spiegato dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby. Da un rapporto del Pentagono emerge come gli Stati Uniti abbiano perso traccia di oltre un miliardo fra armi e materiale militare spedito alla resistenza, in particolare quello che fa ricorso a tecnologie sensibili.
15. Zelensky sbarca tra l’élite di Davos per partecipare al World Economic Forum, chiedendo una conferenza di pace in Svizzera.
18. Dopo la vittoria di Trump in Iowa, Vladimir Putin si scaglia contro la Lettonia, a seguito della minaccia di Riga di espellere 1200 russi che lo scorso 30 novembre non hanno completato la procedura richiesta per ottenere il permesso di soggiorno permanente. Putin sostiene che “la Russia non ha confini” rivendicando quindi il diritto di difendere i compatrioti all’estero. L’Institute of Study of War tende ad assicurare, ritenendo che “non ci sono indicazioni di un attacco imminente contro i Baltici”. Nonostante ciò, il Cremlino potrebbe tentare di sobillare le minoranze russofone, accusando appunto i Baltici di espellere i russi. A causa del perdurare della guerra in Ucraina e del conseguente aumento del rischio di espansioni territoriali della Russia, i tre Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) decidono di adottare delle misure comuni, in accordo con la NATO, per bloccare eventuali tentativi di invasioni dei loro Stati ai confini con la Federazione Russa e la Bielorussia.
23. Raid su Kiev e Kharvic causano 9 morti e 80 feriti, in quelli che il presidente ucraino ha definito “atti deliberati di terrorismo”, contro obiettivi civili. A sua volta Mosca accusa l’Ucraina di avere causato la morte di 27 persone e di averne ferite altre 25 in seguito a un bombardamento di un mercato.
24. Il ministero della Difesa russo comunica che un proprio aereo militare decollato dalla base di Chkalovsky (nord-est di Mosca), con a bordo 65 soldati ucraini pronti per uno scambio di prigionieri di guerra, è precipitato nei pressi di Belgorod. Il Cremlino cavalca l’incidente, si instilla il dubbio: fra i rottami del volo MH-17 sono stati recuperati solo 5 corpi.
28. Dopo lo scandalo scoperto dai servizi di sicurezza interni, il governo ucraino si dimostra deciso a debellare la corruzione: cinque alti funzionari del Ministero della Difesa nell’agosto 2022 si sarebbero impossessati di 40 milioni di dollari precedentemente destinati all’acquisto di 100.000 proiettili per l’artiglieria. La corruzione endemica negli apparati vitali dello stato ucraino continua ad essere un problema persistente, rappresentando infatti uno dei maggiori ostacoli per l’adesione all’UE.

Febbraio

1.  Viktor Orban cede e dà il consenso ad approvare il bilancio UE che prevede altri 50 miliardi di euro per aiutare l’Ucraina nei prossimi 4 anni.
5. L’intenzione espressa da Zelensky di voler licenziare il suo capo delle Forze Armate, il popolare generale Valery Zaluzhny, assieme ad altri dirigenti militari e nel governo, sta provocando la più grande crisi negli equilibri di potere a Kiev dall’inizio dell’invasione.
6. Il senato USA boccia il progetto di legge bipartisan che avrebbe dovuto stanziare 118 miliardi di dollari per gli aiuti all’Ucraina, Israele e Taiwan, e rafforzare le misure contro l’immigrazione irregolare al confine con il Messico. Gli ucraini, allo stesso tempo, necessitano di oltre 200.000 proiettili al mese, che l’Unione Europea aveva promesso ma viene meno l’impegno preso: ne arriverà la metà – e un altro mezzo milione in forse – entro dicembre 2024.
8. Zelensky nomina Oleksandr Syrsky nuovo comandante delle forze armate in Ucraina, sostituendolo a Valeryi Zaluzhny. Quest’ultimo è considerato tanto popolare da essere ad oggi indicato come il possibile uomo destinato alla presidenza futura del Paese e a cui Zelensky ha conferito il titolo di “Eroe dell’Ucraina”. Syrsky si trova quindi a dover dimostrare alle sue truppe di essere all’altezza del ruolo assegnatogli. La pesante tensione che si respira a Kiev è testimoniata dal lungo elenco di alti ufficiali, ben 7, costretti a fare un passaggio di consegna del proprio titolo, evidenziando in tal modo che il presidente intende accentuare il proprio controllo sulle forze armate.
Vladimir Putin viene intervistato da un giornalista occidentale – Tucker Carlson – per la prima volta da febbraio 2022. Nello scambio con Carlson, ben noto per la sua faziosità, Putin sottolinea come l’Ucraina non esista, affermando però che “prima o poi Russia e Ucraina arriveranno a un accordo, [che] sarebbe stato possibile già quando ci siamo ritirati da Kiev”.
11. Ennesimo attacco di droni di Mosca su Kharkiv: almeno 7 le vittime, tra cui 3 bambini.
14. Il senato americano approva lo stanziamento di ulteriori 60 miliardi di dollari in aiuti all’Ucraina, con 70 voti favorevoli e 29 contrari, sfidando l’opposizione di Donald Trump che era riuscito a bloccare quella recentemente presentata. Ora la legge passerà alla Camera.
Un blitz navale ucraino si rileva un successo, colpendo e affondando la Caesar Kunikov, una nave da sbarco di oltre 110 metri ideata per il sostegno agli sbarchi di fanterie e cingolati al largo della località balneare di Alupka. L’Ucraina ha, fino ad ora, distrutto un quinto della flotta russa e ha quindi potuto riprendere l’export del grano. Sul fronte terrestre, al contrario, la situazione si sta facendo progressivamente più difficile per le fanterie ucraine asserragliate nella cittadina di Adviivka, nel Donbass. Fonti militari ufficiosamente segnalano come la ritirata sembri inevitabile.
I media locali ucraini sostengono che circa 650.000 uomini in età di leva possano già trovarsi all’estero, corrispondenti a circa il 10% di tutti i profughi ucraini in Europa. Si ritiene che il metodo più frequente per evitare di essere arruolati sia quello di corrompere finanzieri e medici.
Il governo russo ha inserito i nomi della prima ministra dell’Estonia, Kaja Kallas, insieme ad altri rappresentanti lettoni e lituani, su una lista di persone ricercate per aver ottenuto la rimozione di monumenti eretti in era sovietica nei rispettivi paesi. Mosca torna così ad alimentare i timori dei Paesi Baltici di una possibile invasione militare russa, minacciando direttamente la NATO, visto che le repubbliche baltiche sono membri a pieno titolo dell’Alleanza.
Giallo sulla morte del pilota russo Maxim Kuzminov, che dirottò un elicottero militare russo Mi-8 e disertò in favore degli ucraini nell’agosto 2023. Il suo cadavere con diverse ferite riconducibili ad arma da fuoco è stato trovato in un parcheggio nella località spagnola di Villajoyosa. Mosca aveva aperto contro di lui un procedimento penale. L’agenzia di stampa russa Tass riporta che Kuzminov aveva recentemente avuto problemi con l’abuso di sostanze.
16. Il principale oppositore di Putin, Aleksej Navalny, in isolamento in un gulag dell’Artico, muore per “un’embolia” secondo la versione di Mosca.
La morte di un oppositore in un carcere di Stato è un atto di accusa per il regime che lo ha imprigionato: e un rimprovero per il mondo libero che sapeva tutto, e non ha fatto nulla, aspettando che ciò che era scritto finisse per compiersi nella realtà (Mauro, 2024)”.
17. Giallo sulla morte di Aleksej Navalny. Secondo le autorità di Mosca il decesso sarebbe avvenuto per una “sindrome da morte improvvisa”, l’ipotesi più realistica è l’avvelenamento probabilmente graduale. Gli oppositori del Cremlino, i collaboratori di Navalny e i suoi familiari sono sempre più convinti che la morte del dissidente non sia avvenuta come dicono le fonti ufficiali, soprattutto perché il corpo del prigioniero non viene restituito ai familiari.
La reazione dei leader occidentali alla notizia della morte di Navalny è corale e durissima, suscitando un’ondata di indignazione e di rabbia. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, afferma di “non essere sorpreso, ma furioso. Non ci sono dubbi che Putin e i delinquenti [ndr. collaboratori] di cui si circonda siano i responsabili della morte di Navalny”. Kamala Harris, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza in Germania, rincara: “se non viene fermato, Putin attaccherà l’intera Europa”.
I russi conquistano Avdiivka, cittadina del Donbass. I mesi di bombardamenti hanno raso al suolo gli edifici, dei 32.000 abitanti originari non ne restano che alcune centinaia: è l’ennesimo centro urbano ridotto a un deserto di macerie, dove si sopravvive nelle cantine senza elettricità o acqua. In Russia, invece, le proteste silenziose sono costate 400 arresti a chi vi ha preso parte. L’esercito ucraino si ritira quindi da Avdiivka dopo mesi di combattimenti, lasciando la buona parte degli edifici e delle infrastrutture in macerie. Oleksander Syrskyij ha affermato che “sulla base della situazione operativa, per evitare l’accerchiamento e tutelare le vite e la salute dei nostri soldati, ho deciso di ritirare le nostre unità dalla città e di spostarci per difendere posizioni più favorevoli”.
19. Yulia Navalnaya, vedova di Aleksei Navalny, interviene di persona al Consiglio europeo, chiedendo ai Paesi membri di colpire più duramente la “cerchia di Putin” e di non riconoscere le elezioni farsa programmate per il 17 marzo, non rappresentative della realtà. L’Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri Joseph Borrell annuncia che il regime di sanzioni dell’Unione Europea sui diritti umani avrà il nome di Aleksej Navalny.
24. Due anni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina.
26. Secondo le ricostruzioni, l’oppositore Aleksej Navalny, morto in circostanze sospette in prigione il 16 febbraio, sarebbe dovuto essere parte di uno scambio di prigionieri con Vadim Krasikov, agente dei servizi segreti russi detenuto in Germania.
27. Oleg Orlov, co-fondatore e co-presidente dell’ONG Memorial, vincitrice del Nobel per la pace nel 2022 e messa al bando dalle autorità, è stato condannato a 30 mesi di carcere, dopo essere stato multato per aver scritto un articolo intitolato “Volevano in fascismo e l’hanno avuto”. L’imputato, prima di essere scortato fuori dall’aula, ha dichiarato: “è la conferma che quello che avevo scritto era esatto”.
Ufficialmente non è arrivato nessun divieto a un funerale pubblico per Aleksej Navalny. Nonostante ciò, a Mosca non si riesce a trovare una sala disponibile per la cerimonia. Una cerimonia pubblica sarebbe vista con grande preoccupazione, potenzialmente partecipata da migliaia di persone. Intanto, Vasily Dubkiv, ultimo avvocato di Navalny che ha accompagnato e aiutato la madre dell’oppositore politico a contrattare con le autorità per riaverne le spoglie, è stato brevemente detenuto.
Si inizia a diffondere una silenziosa proposta di manifestazione contro la rielezione di Putin. Navalny aveva infatti invitato i suoi amici “al mezzogiorno contro Putin”, i quali lo rilanciano alla popolazione, chiedendo di presentarsi simbolicamente tutti e tutte alle 12 di domenica 17 marzo per una protesta legale, sicura e che non può essere impedita, come testamento politico di Alexej Navalny.
28. La regione separatista della Transnistria, in Moldavia, chiede “aiuto” a Mosca – copione che richiama quanto già avvenuto in Donbass – per difendersi da presunte pressioni economiche del governo moldavo. Il Cremlino ha fatto sapere, tramite il ministro degli esteri Sergej Lavrov, che “la tutela degli interessi dei residenti della Transnistria, nostri compatrioti, è una delle nostre priorità. Tutte le richieste sono tenute in considerazione”.
29. Sergej Sokolov, direttore del giornale indipendente Novaja Gazeta, è fermato e processato per direttissima, accusato di “discredito delle forze armate” per un articolo pubblicato a dicembre 2023, dedicato agli orfani russi che avevano firmato contratti con l’esercito di Mosca per andare a combattere in Ucraina. Il giornalista è condannato a pagare una multa di 30mila rubli, circa 300 euro.

Marzo

22. Attentato al Crocus City Hall a Mosca. Il Cremlino ha cercato inizialmente di attribuire questo attentato all’Ucraina mentre è stato riconosciuta un’azione degli Jihadisti. Anche per questa errata attribuzione Putin viene definito da alcuni osservatori come un bugiardo patologico.

Giugno

18. Putin si reca per la seconda volta a Pyongyamg per incontrare Kim Jong-in, il dittatore della Corea del Nord con il quale viene ribadito lo stretto rapporto di collaborazione tra i loro due paesi.
22. Mentre nei primi mesi dall’aggressione Russa il numero dei volontari, di diversa età, che con entusiasmo hanno dato la loro disponibilità a combattere contro l’invasore Russo, nel 2024 sta crescendo invece il numero dei renitenti, che cercano di sottrarsi al reclutamento e che riguarda persone con più di 25 anni. Inoltre si stima che gli ucraini fuggiti all’estero abbiano raggiunto circa il numero di 600.000. In particolare la brigata Lut (rabbia) nei primi 48 giorni dell’aggressione voluta da Putin è stata in grado di inviare al fronte 1.200 volontari al mese, ma costoro non sono ormai più di 25 al mese.

Luglio

8. Un missile sovietico KH-101 ha colpito il più grande ospedale pediatrico di Kiev e un altro missile ha provocato perdite ingenti e distruzioni in una clinica ostetrica sempre nella capitale. Questi attacchi hanno provato la morte di oltre 30 persone compresi bambini, come peraltro avviene spesso. A tal riguardo Mosca tenta di negare le proprie responsabilità ma le prove sono schiaccianti. Questi ennesimi crimini di guerra hanno destato una dura reazione da parte di molti Governi, dell’Unione Europea e dei vertici della NATO. Per Putin le stragi dei bambini aiutano la strategia russa perché i raid assassini aumentano la pressione psicologica, fiaccando la popolazione che dovrebbe essere indotta a chiedere la resa dell’Ucraina.
9. Nel vertice NATO tenutosi a Washinton viene ribadita l’”irreversibilità” dell’entrata dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica, senza però indicarne una data. Il Presidente Biden conferma il suo concreto aiuto all’Ucraina con lo stanziamento di oltre 40 miliardi di dollari e sostenendo che la Russia “non prevarrà”.
15. Zelensky propone dei negoziati per la pace ma Mosca rifiuta duramente.
18. Almeno 50 scambi di prigionieri tra Ucraina e Federazione Russa che riguardano complessivamente circa 3000 militari ucraini.
25. Anche la Cina si propone come mediatrice però, anche in questo caso, Putin ritiene che i tempi non siano ancora maturi. Nel frattempo i sondaggi più recenti riportano che in questo mese il 32% degli ucraini si dichiara disponibile ad accettare un compromesso sui territori occupati da Mosca in cambio di una pace assicurata a livello internazionale. Tale disponibilità è quindi aumentata rispetto a febbraio che si avvicinava al 26% degli intervistati. Qualche giorno dopo un sondaggio pubblicato da Kyiv Post riporta che il 32% degli intervistati era favorevole ad accettare delle perdite territoriali mentre tale disponibilità nel 2023 era del 10%.

Agosto

6. I militari ucraini cominciano ad entrare nella regione russa del Kursk. Sino al 12 agosto le truppe russe non sono riuscite a respingere gli ucraini costringendoli a rientrare nel loro paese. Zelensky afferma: “stiamo portando la guerra all’interno del territorio del nostro aggressore” e accusa Mosca di utilizzare i missili importati dalla Corea del Nord. Per il Ministero Russo degli esteri le truppe ucraine intimidiscono la popolazione russa con azioni terroristiche. USA e UE dichiarano che Kiev ha il diritto di attaccare la Russia ma l’Italia si dissocia. I militari ucraini impegnati in questa operazione sono 15.000 mentre quelli russi sono 40.000 facendo riferimento al 26 settembre.
8. Secondo un complesso studio di un dissidente russo, che attualmente vive negli USA, dall’inizio dell’invasione sino alla fine del 2023 i militari di Mosca morti sono stati mediamente 120 al giorno mentre nel 2024 tali decessi sono quasi raddoppiati (230).
11. All’incirca 80mila cittadini russi vengono evacuati dal territorio di Kursk a seguito dell’arrivo delle truppe ucraine. È probabile che Kiev abbia organizzato questo blitz in Russia tenendo conto della marcia di Prigozin in direzione di Mosca.
24. Celebrazioni per il trentottesimo anniversario dell’indipendenza dell’ucraina dalla Russia (1991), il Presidente Zelensky dichiara che la guerra tornerà ancora nel territorio russo. Mentre continua l’avanzata verso Kursk, 4 importanti aeroporti russi vengono bombardati da Kiev.
Varsavia dichiara di essere pronta a difendere i cieli dell’Ucraina. Putin decide di lasciare la sua armata nel Donbass e invia le reclute a difendere la patria dagli invasori. Nel frattempo continua l’avanzata dei russi nel Donbass.

Settembre

2. Putin si reca in Mongolia, sfidando il mandato di cattura per crimini di guerra.
7. Zelensky afferma di avere un piano di pace che ha presentato alla vice Presidente degli USA Harris e anche al Presidente Trump. Il Presidente ucraino afferma che presenterà il suo piano nel mese di novembre e sottolinea che però “Spetta a Putin fare le prime concessioni”.
8. Anche il Cancelliere tedesco Scholz comunica di stare redigendo un piano di pace da presentare ad un tavolo con Zelensky e Putin. Si prevede che Kiev dovrà fare delle dolorose rinunce di territorio. Nel corso dello stesso mese di settembre il Presidente Zelensky mette in atto un ampio rimpasto ministeriale e sollecita gli alleati a consegnare munizioni e missili. Questo grande cambio di ministri viene interpretato come una decisione per ridurre la corruzione oppure come un modo per accentrare il potere.
10. Viene confermato dall’intelligence USA che l’Iran ha consegnato alla Federazione Russa numerosi missili a lungo raggio (sino a 120 km) da utilizzare contro l’Ucraina.
14. Per fra fonte ai bombardamenti ripetitivi da parte di Mosca, l’Ucraina si riorganizza nel sottosuolo in cui ha realizzato addirittura una scuola completamente in ambienti sotterranei.
22. I feriti ucraini sono stati colpiti per il 70% da droni, mentre in precedenza le ferite, sempre per il 70% sono state provocate da schegge di cannone e il restante 30% da droni e pallottole.
25. Putin annuncia una nuova dottrina russa: un paese che non dispone di bombe atomiche ma ha “l’appoggio e la partecipazione di uno Stato nucleare potrà essere considerato come un’aggressione congiunta contro la Federazione Russa” inoltre potrà costituire una minaccia critica anche l’utilizzo da parte del nemico di armi convenzionali.
Zelensky interviene all’Onu sostenendo che il Cremlino vuole colpire i gli impianti nucleari dell’Ucraina.
26. Di fronte a una serie di perplessità e di ripensamenti registrabili tra alcuni esponenti del Governo italiano in merito al sostegno all’Ucraina, il Presidente Sergio Mattarella dichiara che: “Difendere l’Ucraina e aiutarla a difendersi, sostenerla come stiamo facendo dal punto di vista economico, finanziario e delle prospettive di ricostruzione, dal punto di vista umanitario, dal punto di vista militare, è essenziale per difendere la pace”. Si tratta pertanto di un esplicito appoggio che si configura anche come una autorevole garanzia degli alleati italiani.
28. Continuano e si intensificano gli attacchi russi ai civili ucraini, ritenuti tutti dei neonazisti. Militari russi uccidono soldati ucraini feriti e anche coloro che cercano di soccorrerli. Questo modo di agire, a giudizio di Putin, è utile per indebolire la resistenza non solo dei militari ma anche dei civili. Si tratta di una strategia molto simile a quella adottata in Siria dagli stessi russi.
Nel vertice settembrino della NATO viene ribadito il sostegno, “senza se e senza ma”, all’Ucraina allo scopo di costringere Putin a trattare pervenendo a un accordo. Aumenta la stanchezza delle opinioni pubbliche occidentali e anche le difficoltà finanziarie per sostenere Kiev. L’Ucraina che teme la Presidenza USA di Trump potrebbe costringere Zelensky ad accettare una resa nelle condizioni imposte da Putin.

Ottobre

10. Zelensky viene in Italia per illustrare alla Presidente Meloni il suo “piano per la vittoria” già presentato in precedenza a Joe Biden.
A causa della carenza di militari ucraini impegnati sui diversi fronti che sono circa 400.000, vengono messe in atto delle retate, e particolarmente nei luoghi di svago, per scovare i renitenti alla leva che sono sempre più numerosi.
13. Nei territori russi conquistati da Kiev, dove sono impegnati 50.000 militari di Mosca, vengono giustiziati 9 prigionieri ucraini e feriti 3 volontari italiani che combattono per Kiev. Altre uccisioni di prigionieri ucraini avvengono sistematicamente nel Donbass.
Si registra un aumento dell’ansia e della depressione tra i militari ucraini impegnati al fronte, che si riflette sul resto della popolazione, tra la quale è in aumento ansia e depressione.
16. Zelensky presenta al Parlamento ucraino il suo piano finalizzato a forzare la Russia ad accettare la pace. Nel suo piano, peraltro alquanto controverso, al primo punto figura che la NATO dovrebbe ufficialmente invitare l’Ucraina a farne parte, senza però indicare una data precisa del suo ingresso. In secondo luogo Zelensky insiste nel sollecitare gli alleati a consegnare nuovi missili e armi a lunga gittata. In terzo luogo il Premier chiede di portare sul territorio ucraino dei militari alleati al fine di prevenire eventuali altre aggressioni russe.
19. Confinante con l’Ucraina e la Romania, la Moldavia (con un reddito pro-capite più basso d’Europa 4.000 euro all’anno) ha chiamato alle urne i suoi cittadini per decidere se andare con Putin oppure se continuare il percorso finalizzato all’ingresso nell’Unione Europea. L’esito delle elezioni ha confermato, seppur di strettissima misura, l’opzione europea. Va però tenuto conto che Mosca si è impegnata moltissimo anche finanziariamente per raggiungere lo scopo di fare della Moldavia (4.000.000 di abitanti) un suo nuovo stato vassallo per espandere il proprio potere. In base alle stime moldave, Mosca ha investito circa 100 milioni di euro per influenzare il voto, cercando di comprare 300.000 elettori. Per destabilizzare il proprio paese si è impegnato tra gli altri l’oligarca moldaviano filo-russo Ilan Shor che ha dichiarato esplicitamente di aver investito 250.000.000 euro per realizzare delle azioni sovversive nel paese. Per sostenere le mire di Putin sono intervenuti persino dei preti ortodossi moldavi che, ritornando in aereo da un “pellegrinaggio” in territorio russo, solo quelli sbarcati da un volo hanno portato con loro 1.000.000 di euro destinati a comprare voti.
21. Alla brutale aggressione da Putin all’Ucraina, in alcune regioni di quest’ultima si reagisce ricorrendo anche a una sistematica derussificazione. Ciò sta avvenendo a Odessa (recentemente entrata a far parte dei beni dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO) che riguarda numerosi e storicamente rilevanti monumenti di pregio che l’amministrazione regionale intende rimuovere poiché riguardanti il periodo zarista e quello comunista (già nel 2022 è stata tolta la statua di Caterina II). L’UNESCO è intervenuto per bloccare questa decisione riguardante una città culturalmente importante, che peraltro continua ad essere bersaglio degli attacchi russi. Secondo l’UNESCO tale derussificazione “lacera il tessuto architettonico, colpisce la memoria culturale e la sua leggendaria identità come rifugio di libertà cosmopolita”. Si tratta di una città che con il suo territorio è destinataria di un contributo di 45 milioni di euro da parte dell’Italia, finalizzato proprio a salvaguardare l’importante patrimonio culturale di questa regione.
22-26. Vertice a Kazan (città della Federazione Russa) del Brics (acronimo di Brasile, Russa, India, Sud Africa e Cina) costituito nel 2006 e allargato ad altri paesi che rappresentano complessivamente il 41% della popolazione mondiale e il 37% dell’economia del mondo. Con quest’incontro Putin intende porsi quale leader dei paesi emergenti impegnati a costruire “un nuovo ordine globale” e a sfidare l’Occidente, che il padrone del Cremlino detesta. Con questa iniziativa lo zar intende anche dimostrare l’irrilevanza dell’essere stato dichiarato criminale di guerra per l’aggressione all’Ucraina. È molto preoccupante che i suoi invitati non tengano conto di tale accusa che riguarda la martoriata Ucraina. Nel frattempo il Presidente degli Stati Uniti, Biden, non consente ancora a Kiev di utilizzare i missili a lunga gittata.
Continua a prosperare in Ucraina quello che è il suo peggior nemico interno, cioè la corruzione, che va però considerata un’eredità della madre Russia la quale è riuscita a coinvolgere persino Andrii Kostin, procuratore generale dello Stato, che è stato costretto a dimettersi il 22 ottobre a causa della falsificazione di numerosi certificati medici riguardanti casi di non vera invalidità.
23. È ormai confermato anche da parte degli Stati Uniti che la Corea del Nord invierà alcune migliaia di suoi militari a sostegno dell’esercito russo impegnato nell’invasione dell’Ucraina. Secondo fonti dei servizi di intelligence ucraini e sudcoreani nella Federazione Russa sarebbero già presenti 3.000 militari di Pyongyang che potrebbero diventare anche 12.000. Ciò induce il Presidente Zelensky a ritenere che la Corea del Nord sia di fatto entrata direttamente in guerra. Il soccorso di questi militari stranieri va messo in relazione con le elevatissime perdite militari subite da Mosca che si avvicinano a 600.000. Benché Putin possa ancora godere di un certo consenso nel proprio paese (dovuto anche alla paura dei suoi sudditi) aumenta il malcontento per il crescente numero di decessi di persone impegnate sui fronti di guerra. Questo ricorso a truppe straniere induce pure a ritenere che Putin non sia intenzionato a porre fine all’aggressione dell’Ucraina, ma anzi intenda piuttosto rimandare nel tempo tale esito.
25. Al vertice dei ministri finanziari del G7 tenutosi a Washington è stato raggiunto l’accordo di contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina mettendo a disposizione 50 miliardi di dollari di prestiti che dovrebbero essere erogati entro il 2024: 20 miliardi da parte degli USA, 20 miliardi da parte dell’Unione Europea e il restante dagli altri paesi del G7.
27.  Benché la popolazione georgiana sia da tempo largamente a favore dell’ingresso nell’Unione, l’esito delle elezioni, tenutesi il 26 ottobre, ha premiato nuovamente il partito filorusso “Sogno Georgiano” con il 54% dei consensi contro il 37,5% raggiunto dall’insieme della coalizione di opposizione. Alla luce di questi risultati un grande numero di persone è sceso in piazza (in particolare nella capitale Tbilisi) invocando l’Europa e gridando che il voto è stato rubato e che ne saranno raccolte le prove, accusando il Cremlino di essere intervenuto massicciamente a sostegno dei filorussi. Si apre un periodo di grandi incertezze per un paese che intende appartenere al mondo occidentale.
29. Il Premier ungherese Orbán si reca in Georgia per complimentarsi con il leader filorusso Kobakhidze dell’esito delle consultazioni elettorali e afferma che questo risultato è positivo anche perché ha “impedito al paese di essere un’altra Ucraina”.
Il mese di ottobre si chiude con una notevole intensificazione dei bombardamenti e un aumento dei territori conquistati da Mosca: nel Donbass sono stati presi quasi 500 km quadrati occupando quindi in questa regione 100 metri al giorno. Ciò ha però comportato sino a 1.000 militari russi tra morti e feriti al giorno. Non va però dimenticato complessivamente il rapporto fra soldati ucraini e russi è 1:5. Prima di lasciare la presidenza degli USA, Biden si impegna di inviare a Kiev 500 missili e esperti per la riparazione degli aerei e delle armi.

Novembre

Questo mese comincia con delle prospettive alquanto preoccupanti per Kiev:
1) sul fronte bellico è sempre più palese un arretramento delle forze militari ucraine sia nel Donbass, dove è elevato il rischio di perdere l’intera regione sia nel Kuesk dove l’occupazione (iniziata in agosto) da parte di truppe ucraine si è ridotta di circa la metà;
2) diventa sempre più difficile garantire il rimpiazzamento dei soldati ucraini morti o feriti, mentre Putin, che pure ha perso tra gennaio e ottobre probabilmente 57.000 militari, riesce ad assicurare la sostituzione dei suoi militari con 30.000 reclute al mese;
3) sono significativamente aumentati i bombardamenti russi in particolare contro civili e contro infrastrutture essenziali per garantire la vita della popolazione;
4) il Presidente Zelensky ha espresso il proprio disappunto per lo scarso sostengo degli alleati eper il sempre più certo invio di soldati nordcoreani a sostegno di Mosca.
2. I militari nordcoreani nel giro di pochi giorni dovrebbero entrare in contatto con quelli ucraini impegnati a difendere quella parte del territorio russo occupato dalle forze di Mosca. Il Presidente Zelensky accusa gli alleati di non impegnarsi adeguatamente per affrontare questa novità della guerra. Diventa sempre più grave l’avanzata dell’armata di Mosca del Donbass con intensi bombardamenti e l’utilizzo di quasi 2.000 potenti droni iraniani del modello Shahed nel solo mese di ottobre. È ampiamente condiviso il nesso tra l’imminente voto negli USA e la guerra russo-ucraina. Zelensky propone un accordo con Seul per contrastare l’impegno della corea del Nord a favore della Russia.
3. Il ballottaggio riconferma Maya Sandu Presidente della Moldova con il 54,6% dei voti, la quale dichiara “la democrazia è salva e il paese resta europeista”. Ciò grazie alla forte mobilitazione della diaspora con oltre 320.000 voti a favore della Presidente uscente. Come avvenuto in Georgia anche in questo paese sono denunciati hackeraggi e sabotaggi da parte di Mosca. L’esito di questa consultazione consente pertanto di continuare i negoziati per l’adesione all’UE. Allo scopo di ridurre questo mercimonio la polizia ha avvisato gli elettori con questo monito: “Se vi viene offerto del denaro per votare, rifiutate”. Per contrastare una sistematica compravendita di voti, già in precedenza ampiamente finanziata dal ricco oligarca Ilan Shor in esilio, la Sandu, oltre che contare sulla diaspora, si è particolarmente impegnata nella campagna elettorale visitando numerosi villaggi.
Se la netta vittoria elettorale di Trump pone molti interrogativi e non poche preoccupazioni sul futuro del nostro pianeta, è indubbio che Zelensky in questo momento è profondamente allarmato per quello che potrebbe essere il futuro del suo paese, anche perché finora la Presidenza Biden è stata la più generosa e convinta sostenitrice della causa ucraina. L’esito delle elezioni statunitensi è infatti arrivato a Kiev in un momento di oggettivo indebolimento di questo martoriato paese dove sul fronte militare i Russi avanzano in territorio ucraino, conquistando nel solo mese di ottobre circa 500.000 kmq. Alcuni osservatori tendono invece a non ritenere immediato un disimpegno statunitense nei confronti dell’Ucraina, perché ciò provocherebbe delle forti reazioni negative da parte dei paesi della NATO, a partire dalla Polonia. Di fronte all’esito elettorale degli USA, Mosca ha reagito con molta cautela perché ritiene almeno per ora che il più potente Stato del mondo sia inaffidabile anche a seguito delle sanzioni che a suo tempo Trump ha imposto a Mosca. Di conseguenza Putin tende a non esporsi e attende di vedere quali saranno le decisioni del nuovo inquilino della Casa Bianca. Circolano però voci di congratulazioni del padrone del Cremlino al Presidente eletto americano seppur per interposta persona. Vi è anche chi arriva a sostenere che Trump non abbandonerà la NATO e l’Ucraina nelle mani dei russi perchè non sarebbe previsto di sospendere gli aiuti a Kiev.
7. Zelensky si congratula con Trump per la sua “vittoria impressionante”. Ma è diffusa la paura in Ucraina che Trump possa essere costretto ad accettare le richieste di Mosca. Molti ucraini considerano Trump come un vero e proprio pericolo difficilmente contrastabile. I governanti e la popolazione sono consapevoli che la loro resistenza dipenda soprattutto dagli aiuti statunitensi che se dovessero mancare daranno luogo ad un vero e proprio caos. Si diffonde la consapevolezza tra la popolazione di dover perdere buona parte del proprio territorio producendo un disastro per l’intero paese. È per altro vero che è stato proprio Trump nel suo primo mandato Presidenziale (2014) a mandare armi a Kiev per contrastare l‘invasione russa. Inoltre il sostegno USA ha consentito di fermare l’armata russa verso Kiev. Gli ucraini sperano anche che quando gli statunitensi si accorgeranno che i russi sono falsi e non mantengono i patti è possibile che Trump interverrà per no consentire l’occupazione da parte di Mosca di tutta l’Ucraina. Zelensky all’incontro di Budapest appare molto preoccupato e sostiene che consentire delle concessioni a Mosca sarebbe inaccettabile per l’Ucraina ma anche un suicidio per l’Europa.
8. Telefonata tra Trump ed Elon Musk con Zelensky il quale definisce la conversazione di 25 minuti rassicurante sebbene rimangono profonde questioni aperte. A Kiev si diffonde l’angoscia e il timore che il sogno dell’indipendenza possa svanire mentre si intensificano i bombardamenti sulle principali città ucraine. Zelensky lancia un duro appello agli alleati occidentali perché inviino rapidamente più armi e munizioni ma respinge l’ipotesi della cessazione del fuoco poiché “ogni concessione a Mosca è inaccettabile, è un suicidio”. In questa situazione di incertezza ricompaiono in Ucraina pericolosi attivisti filorussi.
9. Sebbene non esiste ancora un piano ufficiale di Trump sul futuro dell’Ucraina è probabile che esso contempli l’immediata sospensione della guerra, la creazione di una fascia demilitarizzata di circa 1.000 km affidata a truppe europee i cui costi dovranno essere sostenuti da paesi europei. Gli alleati occidentali devono assicurare il Cremlino che almeno per 20 anni non sarà possibile l’accesso di Kiev nella NATO. Zelensky vorrebbe tenere una conferenza internazionale con la presenza di una delegazione russa e partendo dal suo piano di pace che contempla l’entrata nella NATO, dopo la cessazione della guerra, il ritorno di tutto il territorio nei confini fissati nel 1911, ricevere il pagamento da parte del Cremlino dei danni di guerra e rendere conto dei crimini di guerra. A quest’ultimo riguardo l’apertura di Trump a Mosca potrebbe ridurre il grande peso del mandato di cattura del Presidente russo per i suoi numerosi crimini di guerra. In merito a questi crimini il Consiglio d’Europa sta preparando uno statuo ad hoc proprio per costituire un tribunale penale speciale dedicato ai crimini di aggressione, che trovano difficoltà a essere presi in considerazione dagli esistenti tribunali internazionali.
11. Nonostante queste preoccupazioni proveniente dagli USA, l’UE conferma la volontà di continuare a sostenere l’Ucraina contro l’invasione russa.
12. Putin schiera 50.000 militari compresi quelli nordcoreani appena giunti, per riconquistare il territorio russo di Kursk occupati dalle truppe di Kiev, mentre si intensifica la pressione dei militari di Mosca per impossessarsi di quanto più possibile dell’Ucraina in vista di una eventuale negoziazione per giungere alla pace. Nella capitale del paese invaso circolano voci di possibili accordi diretti sul futuro dell’Ucraina tra Mosca e Washington e che Trump intenda ridurre se non addirittura eliminare gli aiuti a Kiev. Dagli USA arriva la minaccia, da parte di movimenti sovranisti,  che la Camera tagli del tutto i fondi per l’Ucraina. Da Mosca arrivano voci di una possibile rimozione del Presidente Zelensky e che questo possa portare il paese a prossime elezioni, non tenendo presente che l’Ucraina si trova in uno stato di guerra e non è in grado di assicurare una libera competizione, mentre alcuni suoi territori sono occupati dai russi e molti cittadini sono profughi all’estero.
13. A Kiev aumenta l’allarme e la paura per l’intensificarsi degli attacchi russi. Tra la popolazione si diffonde anche la preoccupazione per quella che sarà la posizione di Trump. Il sostengo a questo paese viene ribadito dal segretario di stato uscente Blinken e dal segretario della NATO Rutte, a cui si aggiunge anche il cancelliere tedesco Scholz. Diminuisce il consenso nei confronti di Zelesky, passando dal 90% di due anni fa all’attuale 59% (fonte: Istituto di Sociologia di Kiev). Tale diminuzione risulta ancora più elevata facendo riferimento ad un’indagine dell’università di Leopoli che riscontra una diminuzione tra il 30% e il 40%. Il 32% della popolazione ucraina dichiara di arrivare ad accettare persino una cessione di parte del proprio paese in cambio della pace. La riduzione del consenso è in particolare da ricercarsi nel crescente isolamento del Presidente, nella scarsità dei risultati alla lotta alla corruzione, nel protrarsi della guerra e dalla crescita di morti civili e militari.
16. Incontro G7 a Rio de Janeiro in cui viene confermato l’appoggio all’Ucraina “per tutto il tempo necessario”. Zelensky dichiara che con la Presidenza Trump sarà possibile porre termine alla guerra entro il 2025. La telefonata del cancelliere tedesco Scholz rompe l’isolamento di Putin che ripropone il ricatto del gas, ma Zelensky protesta per questa iniziativa del cancelliere tedesco che potrebbe indebolire la posizione di Kiev. Nel frattempo, con l’arrivo del terzo inverno di guerra, la popolazione ucraina è esasperata, stanca e spesso ridotta a vivere al freddo. Un numero crescente di persone chiede di arrivare a un’intesa con Mosca da raggiungere con meno sacrifici possibili ma molti non intendono rinunciare neppure ad una parte minima del proprio territorio nazionale. Nella situazione di crescente incertezza emerge anche l’ipotesi di arrivare ad una soluzione “Coreana” del conflitto, senza giungere a una vera e propria pace ma congelando la situazione con una sorta di armistizio che fermi lo scontro militare rispettando le posizioni raggiunte rispettivamente dagli aggressori e dagli aggrediti.
19. Mille giorni dall’aggressione Russa all’Ucraina. In questo lungo periodo gli USA hanno assistito militarmente Kiev con 60 miliardi di dollari e ultimamente ha autorizzato Zelensky a usare i missili Anacms a lunga gittata. A sua volta Putin accentua la minaccia del ricorso alle armi nucleari. Nel contempo lo zar è impegnato a diffondere sia terrore nei paesi occidentali già provanti dal lungo prolungarsi della guerra sia a perseguitare i dissidenti presenti sua Federazione. Inoltre Mosca ha deciso di ridurre drasticamente gli indennizzi per i militari feriti a causa del forte aumento dei costi concernenti le numerose compensazioni alle famiglie dei soldati morti e feriti che complessivamente sono stimabili in non meno di 700.000. Secondo fonti britanniche nel mese di ottobre la Russia ha registrato 1.500 perdite di militari al giorno. Putin decide anche di modificare la sua dottrina riguardante l’uso dell’atomica ritenendola plausibile anche per rispondere ad attacchi convenzionali. È sempre evidente che lo zar gioca con crescente spregiudicatezza sul fattore paura, sia all’interno del suo paese, perseguitando chi osa opporsi al suo regime, sia all’Europa con la minaccia del ricorso al nucleare. Da parte sua Biden prospetta l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. Sta anche evidenziandosi un piano polacco consistente nel costruire un gruppo di Stati dell’Unione che condividono il proposito di impedire a Putin di agire liberamente in merito all’Ucraina. A tale scopo questo gruppo dovrebbe promuovere un negoziato che non penalizzi Kiev imponendo una falsa pace, assicurare una presenza attiva dell’Unione Europea a un eventuale accordo che non riguardi solo Putin e Trump. Da alcuni giorni il Cremlino ha ordinato di intensificare i raid contro i centri urbani dell’Ucraina seminando il terrore tra la popolazione in cui si riscontrano parecchi morti e molti feriti, dimostrando di voler infierire in particolare contro i civili. In tal modo aumentano i crimini di guerra attribuiti a Putin. Di fronte a questo accanimento contro i civili e le infrastrutture essenziali la Presidente dell’Commissione Europea afferma: “abbiamo visto gli orribili attacchi realizzati dalla Russia contro l’Ucraina. Saremo al fianco di Kiev per tutto il tempo necessario”.
20-21-22. Oltre ad autorizzare i missili anche in territorio russo Biden invia in Ucraina delle mine antiuomo. La reazione di Putin è immediata scaricando su Kiev una grande quantità di missili che hanno costretto la popolazione a rimanere a lungo nei rifugi. Le parole particolarmente aggressive del capo del Cremlino inducono a evacuare delle Ambasciate di paesi occidentali. Il capo del Cremlino minaccia l’Occidente sostenendo che la guerra è diventata “globale” a causa del sostegno dell’Occidente all’Ucraina e fa esplicito riferimento “al diritto alla difesa”, dimenticando però gli aiuti che da tempo anche lui riceve da paesi amici autocratici.
23. Zelensky ritiene indispensabile difendere a tutti i costi anche la zona del Kursk sottratta alla Russia e annuncia di predisporre a gennaio 2025 un “piano per la pace”, aprendo in tal modo a negoziati. Dopo l’autorizzazione a utilizzare i razzi a lunga gittata, anche nel territorio della Federazione Russa, riprende un po’ di ottimismo tra i militari di Kiev. Il segretario Generale della NATO Mark Rutte incontra Trump per verificare la posizione del Presidente eletto a riguardo dell’ONU e con particolare attenzione all’Ucraina. Rutte rassicura Trump che gli europei si stanno avvicinando nel complesso al 2% del PIL richiesto per contribuire alle spese militari.
25-26. Oltre all’impiego di militari nordcoreani, Putin intende arruolare anche miliziani yemeniti da destinare a combattere nel Donbass, ricorrendo allo scambio tra armi e truppe di vari paesi amici. Diminuisce la popolarità di Zelensky (50%), mentre cresce quella dell’ex capo delle forze armate ucraine Valeru trasferito a Londra con il ruolo di ambasciatore. Diventa sempre più rilevante la carenza di militari ucraini ma ciò si verifica anche in Russia che, oltre a cercare all’estero persone da mandare al fronte come “volontari”, sta incentivando l’arruolamento della sua popolazione arrivando a proporre ai cittadini di cancellare sino a 90.000 euro di debiti accumulati. L’eventuale invio di militari francesi e di altri paesi europei verrebbe comunque limitato ad assistere gli ucraini insegnando a loro l’uso delle più recenti e complesse armi. A sua volta il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius considera che ormai il conflitto sia diventato internazionale e che le difese europee non siano in grado di resistere allo scontro con Mosca. Dal canto suo il Ministro britannico degli Esteri ritiene che si potrebbe trattare con Putin nel caso in cui egli decidesse però di ritirarsi dai territori occupati. In realtà ciò non è credibile perché Putin è impegnato nell’ennesima escalation militare.
27-30. Nel chiudere i lavori il G7 conferma il suo appoggio all’Ucraina affermando che essa disporrà di armi sufficienti per resistere il prossimo 2025 e avverte Putin di non tollerare le sue minacce nucleari. Nel frattempo lo zar nomina il “macellaio” di Bucha Alexander Sanchik a capo della armata del sud. Trump affida al generale veterano del Vietnam Keith Kellogg il ruolo di inviato speciale USA per chiudere la guerra russa-ucraina. Putin minaccia l’escalation anche contro i centri decisionali dello Stato ucraino. Zelensky avanza una del tutto nuova proposta per far cessare il fuoco: una tregua ma a condizione che avvenga con la copertura della NATO per la parte del territorio ucraino sotto il controllo di Kiev mentre il restante 20% occupato dai Russi rimarrebbe provvisoriamente a Mosca in attesa di accordi.
Il mese di novembre si chiude con un’Ucraina in grandi difficoltà, una popolazione esausta sempre più provata dal prolungarsi dell’invasione russa, per la carenza di elettricità e di acqua, sul fronte di guerra i suoi soldati sono costretti alla difesa, mentre diventa sempre più difficile il reclutamento di militari. Oltre 600.000 uomini non intendono tornare a combattere e le diserzioni sono anch’esse elevate, mentre la polizia è impegnata a ricercare le reclute nascoste. Inoltre i veterani dell’esercito ucraino sono duramente critici nei confronti della persistente corruzione. Se Kiev è in difficoltà, lo è anche Mosca per la pesante crisi dell’economia provocata dalla necessità di far crescere le spese militari e per un’inflazione che si avvicina al 40% per i beni alimentari, mentre cresce la dipendenza dalla Cina.

Dicembre

Questo mese inizia con incessanti attacchi russi all’Ucraina e con la visita a Kiev di importanti esponenti della nuova Commissione Europea che riaffermano che rimarranno a fianco del paese “fino a quando sarà necessario”, mentre Zelensky afferma che si aspetta di essere accolto in futuro sia dalla NATO sia dall’UE. In contemporanea si estende la protesta dei georgiani contro l’esito delle elezioni ritenuto falso. Di qui la richiesta di ritornare quanto prima al voto. Per 5 sere di seguito numerosi cittadini dimostrano contro il governo filo russo. Nonostante la dura repressione della polizia i georgiani intensificano la loro protesta che si allarga all’interno dell’intero paese coinvolgendo molti docenti e studenti. Questa sollevazione appare molto simile a quella della “rivoluzione arancione” avvenuta in precedenza in Ucraina che ha consentito di stabilizzare la democrazia.
6-8. Mentre in Georgia si intensificano le retate e gli arresti dei dissidenti, che invocano la loro volontà di appartenere all’Unione Europea, scoppia un altro scandolo in Romania in cui vengono annullate le elezioni a causa di gravi interferenze da parte dei russi. È l’ennesima conferma di quanto queste ultime costituiscono una modalità ormai molto adottata da parte di Mosca. In Romania è stato quindi cancellato il ballottaggio per le presidenziali previste per l’8 dicembre e sono scattate anche numerose perquisizioni per approfondire le conseguenze di queste interferenze, le quali comportano la disponibilità di una grande quantità di denaro per influencer, siti web e televisioni. È ormai provato che questi investimenti riescono a costruire consenso.
9-12. Trump continua a minacciare di lasciare la NATO e di ridurre gli aiuti a Zelensky. In un incontro della delegazione ucraina in USA si è discusso della possibilità indicata da Trump di arrivare quanto prima a una pace “sporca e veloce” (dirty and quick) che prevederebbe il posizionamento di numerosi militari dei paesi europei lungo il confine tra Ucraina e Federazione Russa per circa 2000 km. Zelensky ritiene questa proposta scarsamente in grado di garantire una valida sicurezza. Circolano delle indiscrezioni sul sostegno di Kiev a favore dei rivoltosi siriani anche con la presenza di militari ucraini impegnati a colpire la Russia anche in altre parti del mondo.
17. Viene ucciso da una carica di tritolo, posta su un monopattino fuori dalla sua residenza, il generale russo Kirillov che ha dato l’ordine alle truppe di usare armi chimiche sui fronti est e sud dell’Ucraina, le quali hanno provocato numerosi feriti ad almeno 2000 militari di Kiev. Lo stesso ufficiale aveva anche il compito di terrorizzare la popolazione russa nei confronti degli odiati ucraini. Inoltre Kirillov è stato a capo della discussa missione del Cremlino in Italia durante il Covid-19. L’attentato ha messo in evidenza il persistere il problema della sicurezza in Russia e Kiev ha riconosciuto la propria partecipazione all’attentato.
19-20. In attesa di conoscere la posizione di Trump sull’Ucraina, la NATO esercita delle pressioni su Zelensky perchè accetti di avviare negoziati con Mosca. Per la prima volta dall’inizio dell’aggressione russa il Presidente ucraino riconosce che “non abbiamo le forze per riconquistare Crimea e Donbass” e che quindi è disposto ad accettare l’occupazione di quelle terre purché sia temporanea e ci sia la garanzia della NATO. Putin pone come condizione che si tengano in Ucraina le elezioni ritenendo che il presidente ucraino risulta scaduto da alcuni mesi: “non tratto con Kiev fino a nuove elezioni”. A seguito dell’uccisione del generale Kirillov, il padrone del Cremlino decide di intensificare i bombardamenti sull’ucraina in particolare sulla capitale Kiev. La nuova rappresentante dell’unione Europea per la politica estera Kaya Kallas dichiara “Dobbiamo supportare l’Ucraina il più possibile: più è forte sul campo di battaglia, più forte è anche al tavolo delle trattative”. Zelensky afferma che “vogliamo la pace, ma dobbiamo avere garanzie di sicurezza che ci aiuteranno a proteggerci domani. Le garanzie di sicurezza Europee non saranno sufficienti, per noi la vera garanzia è la NATO...”. Nel frattempo la squadra predisposta da Donald Trump per trattare la questione Ucraina intende coinvolgere anche la Cina perché faccia pressioni su Mosca.
23. Trump afferma di voler accelerare l’operazione ucraina e a tale scopo di voler incontrare quanto prima Putin per porre termine alla guerra che definisce “terribile”. Il Presidente eletto aveva però ipotizzato che i territori occupati dalla Russia sarebbero rimasti a Mosca, seppure senza un riconoscimento ufficiale, mentre Zelensky dovrebbe rinunciare ad entrare nella NATO per almeno 20 anni. Nel frattempo la Russia continua ad estendere la sua penetrazione nel territorio ucraino ma crescono le difficoltà sotto il profilo economico.
25. L’Arcivescovo Shevchuk, capo della chiesa greco-cattolica ucraina distribuisce i doni ai minori e afferma che “la guerra ha tolto loro il sorriso” e questo terzo Natale di aggressione Russa sarà “al buio e al gelo” il Prelato rivolge il suo pensiero alle numerose famiglie colpite dal lutto ma anche dalla prigionia dei loro cari. La Chiesa è impegnata anche nel cercare di fare liberare gli ucraini incarcerati in Russia compresi dei sacerdoti. Dopo oltre 1000 giorni di conflitto la popolazione è sempre più esausta anche perché 3 bombe su 4 sono dirette contro obiettivi civili. Di qui l’impegno della Chiesa di sostenere anche psicologicamente le persone messe alla prova da situazioni anche drammatiche. Lo stesso arcivescovo sottolinea come l’Ucraina non ha nelle sue prigioni dei cittadini russi, mentre sono numerosi i civili ucraini incarcerati in Russia e nelle zone occupate “Sui detenuti vengono compiute torture sistematicheAnche sui ragazzi ricorrendo persino all’elettroshock”. In Russia vengono perseguitati i presbiteri della chiesa ortodossa russa che si rifiutano di pregare per la vittoria contro l’Ucraina. Essi vengono processati, dichiarati eretici ed espulsi dal patriarca Kirill sostenitore di Putin e proveniente dal KGB. In presenza di Putin il patriarca Kirill benedice a Natale le icone da inviare ai militari al fronte affermando che “Dio è con noi, vinceremo”.
28. Aziende ucraine hanno realizzato dei sistemi bellici capaci di sostituire le persone in guerra. Queste particolari macchine sono comandate tramite l’intelligenza artificiale, come sembra sia avvenuto nella regione di Kharkiv con un attacco con numerosi droni terresti e volanti che si sono scambiati informazioni sul nemico tramite l’intelligenza artificiale. Secondo il governo di Seul tra i militari inviati dalla Corea del Nord in Ucraina ci sarebbero almeno 1000 (secondo Kiev almeno 3000) tra morti e feriti. Il dittatore di Pyongyang intende inviare altri soldati in cambio di denaro e di petrolio. Nel perioda natalizio vengono colpite più di 100 centrali energetiche e son effettuati più di 100 attacchi tra missili e droni.
30. Dopo l’intenso bombardamento con missili e droni su Kiev nella mattina di Natale, Putin propone di avviare un negoziato nella filorussa Slovacchia e il suo ministro degli esteri Lavarov afferma che il Cremlino non è interessato ad un qualsiasi cessate il fuoco ma ad una vera e proprio pace “sicura ed inviolabile”. La stessa cosa è richiesta da Kiev che però non si fida dello zar che ribadisce di non congelare il conflitto ma di chiuderlo affrontando quali sono le radici del conflitto.