Focus cittadinanza
Dal 2013 al 2022, l’Italia mostra una tendenza altalenante nelle acquisizioni di cittadinanza, con un primo picco nel 2016 e un secondo nel 2022, raggiungendo oltre 213.000 unità. Anche la Spagna, dopo un calo nel 2015, mostra una ripresa importante a partire dal 2017, raggiungendo nel 2022 le 181.581 unità. La Germania mantiene una tendenza relativamente stabile con una crescita costante, superando le 166.000 unità nel 2022. Anche la Francia mostra un andamento più stabile e moderato con fluttuazioni minori, mantenendo le concessioni di cittadinanza intorno alla soglia dei 100.000 per tutto il periodo, con un calo notevole nel 2020.
Dal 2013 al 2022, l’acquisizione di cittadinanze per minori di 15 anni presenta tendenze diverse nei quattro Paesi.
Nel confronto tra gli Stati, la Spagna si colloca al primo posto, con un forte aumento a 54.266 nel 2022, mantenendo il primato sull’intero decennio nonostante alcune fluttuazioni annue.
La Francia occupa stabilmente la seconda posizione, con un picco di 36.796 nel 2021 e un leggero calo a 31.609 nel 2022.
L’Italia segue da vicino, iniziando più in basso ma mostrando una crescita costante, in particolare nel 2022 con 38.045 acquisizioni, superando la Francia in quell’anno.

La Germania si colloca all’ultimo posto, ma registra un aumento significativo nel 2022, raggiungendo le 23.170 acquisizioni, segnando una crescita notevole ma ancora indietro rispetto agli altri tre Paesi.
Esiste una letteratura emergente che esamina l’effetto dell’acquisizione della cittadinanza del Paese ospitante sui risultati scolastici delle figlie e dei figli di seconda generazione come indicatore delle loro opportunità di vita nelle società ospitanti. Questi studi suggeriscono che la cittadinanza del Paese ospitante influisce positivamente sul rendimento scolastico, sia nelle fasi iniziali che in quelle successive della traiettoria educativa degli studenti, il che potrebbe sottolineare l’importanza delle tendenze.

I dati rivelano una notevole incidenza di cittadinanze in Germania, Spagna, Francia e Italia assegnate a persone provenienti da Paesi non appartenenti all’UE, EFTA o da Paesi candidati all’adesione all’UE.
Nel 2022 la Germania ne ha concesse il 63,5%, la Spagna il 92,8%, la Francia l’83,3% e l’Italia il 62,7%.
La Spagna concede il maggior numero di cittadinanze, raggiungendo il picco di 222.185 nel 2013 con una percentuale femminile del 54,3% e rimanendo al di sopra del 50% negli anni successivi. Germania e Italia registrano un graduale aumento del totale delle cittadinanze concesse, riflettendo tuttavia una minore percentuale femminile negli ultimi anni rispetto al passato. La Francia mantiene una distribuzione di genere relativamente equilibrata e un numero di cittadinanze concesse costante nel tempo.
Tra il 2008 e il 2023, la Francia ha costantemente rilasciato il maggior numero di permessi temporanei per motivi di studio tra i quattro Paesi, con un picco di 111.750 nel 2023. La Spagna ha registrato fluttuazioni significative, ma ha visto un forte aumento a 88.673 permessi nel 2023, indicando una crescita recente.
La Germania ha mostrato un andamento altalenante, con cali notevoli nel 2015 e nel 2020, ma ha mostrato una chiara tendenza al rialzo negli anni successivi, raggiungendo 83.215 permessi nel 2022 prima di un leggero calo nel 2023. L’Italia ha mantenuto cifre più basse e più stabili per tutto il periodo, con un picco di 27.666 permessi nel 2023. Complessivamente, mentre la Francia è in testa nel rilascio di permessi, Spagna e Germania hanno mostrato notevoli aumenti di recente, soprattutto dopo il comune calo post COVID_19, mentre i numeri dell’Italia rimangono relativamente stabili.






















































































































