In evidenza
Flussi lavoro. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 giugno, in esame preliminare, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri relativo ai flussi migratori per il triennio 2026-2028, che programma per tale periodo gli ingressi regolari in Italia di lavoratori stranieri. Nell’arco del triennio 2026-2028 le unità autorizzate saranno 497.550, con la seguente ripartizione: lavoro subordinato non stagionale e autonomo, 230.550 unità; lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico, 267.000 unità. Le quote sono state determinate tenendo conto dei fabbisogni espressi dalle parti sociali e delle domande di nulla osta al lavoro effettivamente presentate negli anni scorsi, con l’obiettivo di una programmazione che recepisca le esigenze delle imprese e che sia anche realistica.
Corridoi lavorativi per rifugiati. Firmato il 29 giugno un nuovo protocollo d’intesa che permetterà ai rifugiati selezionati all’estero, attraverso le nuove misure previste dalla L. 50/2023, di arrivare in Italia attraverso i corridoi lavorativi, un’iniziativa che prevede la selezione e la formazione di rifugiati già qualificati in specifici settori professionali.
Accordo per la formazione e l’inserimento socio-lavorativo di rifugiati. Firmato il 19 giugno un protocollo d’intesa triennale, dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministro dell’Interno, dal Ministro del Turismo, e dal Presidente dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
Piano nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza. Lo scorso 4 giugno il Ministro Roccella ha svolto una informativa in Consiglio dei Ministri in merito all’approvazione, avvenuta lo scorso 23 maggio, del nuovo Piano nazionale contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza. Il documento, elaborato con il supporto tecnico dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, si inserisce nel quadro del Piano d’Azione dell’Unione Europea contro il razzismo 2020–2025. Sei assi prioritari di intervento: lavoro e occupazione; abitazione; istruzione, cultura e sport; salute; sicurezza e giustizia; comunicazione e media.
Protezione temporanea. La Commissione ha proposto di prolungare di un altro anno, fino al 4 marzo 2027, la protezione temporanea degli ucraini; presentando al contempo anche una serie di proposte per una “transizione coordinata” verso altri status o per il rientro in patria dei profughi.
Giurisprudenza Corte di Giustizia. 3 giugno, causa C-460/23 [Kinsa], su rinvio pregiudiziale del Tribunale di Bologna. La corte ha stabilito che chi entra in Europa senza documenti insieme al figlio minorenne, o a un minore di cui è affidatario, non può essere accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Paesi terzi sicuri. Il 20 maggio la Commissione Europea ha proposto nuove norme dirette a facilitare l’applicazione del concetto di paese terzo sicuro, modificando quelle contenute nel Regolamento (UE) 2024/1348. In sostanza, anche il transito attraverso un paese terzo potrà essere considerato un collegamento sufficiente per applicare il concetto; vi sarà la possibilità di stilare accordo o intese con un Paese terzo sicuro al fine di applicare la procedura.
Lotta allo sfruttamento lavorativo. Approvate nuove norme che mirano a combattere lo sfruttamento dei lavoratori e a garantire una maggior tutela alle vittime che contribuiscano a far emergere tale fenomeno. Il nuovo decreto prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per gli stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo, in modo da tutelare anche le persone irregolari interessate dal fenomeno e incentivare la denuncia degli sfruttatori. Tale permesso di soggiorno sostituisce quello prima previsto per “casi speciali”, consente la permanenza sul territorio per sei mesi, con possibilità di rinnovo per un anno o per il maggior periodo occorrente per motivi di giustizia.
CPR in Albania. Il nuovo decreto-legge del 28 marzo 2025 prevede che anche le persone migranti già presenti in Italia e destinatarie di un provvedimento di espulsione potranno essere trasferite e trattenute in Albania: il centro di Gjadër assume dunque la veste di Centro per il rimpatrio. Il provvedimento è potenzialmente coerente con la proposta della Commissione europea con cui si istituisce un sistema europeo comune per i rimpatri, con procedure di rimpatrio più rapide ed efficaci e la possibilità giuridica di costruire in un Paese terzo degli “hub di rimpatrio” al fine di rimpatriare le persone che soggiornano illegalmente nell’UE destinatarie di una decisione definitiva di espulsione.
Paesi di origine sicuri. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro dell’interno, ha approvato la Relazione annuale sui Paesi di origine sicuri. Si confermano per il 2025, quali Paesi di origine sicuri, quelli già indicati dal decreto-legge del 23 ottobre 2024.
Reddito di cittadinanza. Con sentenza n. 31 depositata il 20 marzo 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del requisito di 10 anni per accedere al reddito di cittadinanza, beneficio in vigore fino al 31 dicembre 2023. La decisione è coerente con la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, grande sezione, 29 luglio 2024, che ha sancito l’incompatibilità tra il requisito di 10 anni di residenza per accedere al reddito di cittadinanza e il diritto alla parità di trattamento di cui godono i cittadini di Paesi terzi titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo.
Caso Diciotti. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno accolto, con un’ordinanza depositata il 6 marzo, il ricorso presentato da un gruppo di migranti a cui, nell’agosto del 2018, fu impedito di sbarcare dalla nave “U Diciotti” della Guardia Costiera che li aveva soccorsi in mare. Nell’istanza si chiedeva la condanna del Governo italiano a risarcire i danni non patrimoniali determinati nei profughi dalla privazione per dieci giorni della libertà personale. Annullando la sentenza della Corte d’Appello di Roma, che aveva negato il risarcimento, il collegio ha rinviato al giudice di merito la quantificazione del danno.
Accoglienza diffusa. Pubblicate il 17 gennaio 2025 dal Dipartimento della Protezione Civile, informazioni dettagliate sulle opportunità disponibili per coloro che, in seguito all’emergenza guerra in Ucraina, usufruiscono dell’assistenza pubblica in Italia. Il 2025 rappresenta un anno di transizione e la fine dell’esperimento dell’accoglienza diffusa: con ordinanza 1123 del 29 dicembre 2024 è stata prevista una ricognizione delle persone ospitate nei programmi di accoglienza diffusa per valutare chi necessita di assistenza oltre il 31 gennaio 2025. All’esito di tale ricognizione, le persone che dichiarano di non aver bisogno del proseguimento dell’assistenza pubblica possono chiedere la concessione di un contributo una tantum (da 250 a 1.200 euro per famiglia), mentre per le restanti sarà garantita assistenza presso altre strutture ordinarie.
Protezione temporanea. I permessi per protezione temporanea concessi ai profughi dall’Ucraina possono essere rinnovati, su richiesta degli interessati, fino al 4 marzo 2026. Gli stessi permessi possono essere convertiti in permessi per motivi di lavoro.
Assegno familiare. La Corte di Giustizia Ue si è pronunciata nella causa C-664/23, sollevata su richiesta della Corte di Appello francese, con riguardo al beneficio delle prestazioni sociali. Secondo la Corte è contrario al diritto dell’Unione subordinare il diritto alle prestazioni familiari dei cittadini di paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro ad una condizione supplementare, consistente nel dover dimostrare l’ingresso regolare nel territorio dei figli per i quali sono richieste le prestazioni familiari.
Edilizia residenziale pubblica. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 3 gennaio 2025, ha dichiarato incostituzionale la legge della Provincia Autonoma di Trento laddove richiede la residenza di dieci anni sul territorio nazionale per le prestazioni in materia di edilizia residenziale pubblica.
Paesi di origine sicuri. La Corte di Cassazione sospende con ordinanza interlocutoria ogni decisione sulla legittimità dei trattenimenti in Albania, in attesa che si pronunci la Corte di Giustizia sull’interpretazione definitiva del concetto di Paese sicuro di origine dei migranti a cui potere applicare le procedure accelerate di frontiera. Qui l’approfondimento del Settore legislazione ISMU sul tema.
Flussi lavoro. Pubblicata il 9 dicembre in Gazzetta Ufficiale la Legge 187/2024, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 ottobre 2024, n. 145, recante disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali”. Le norme riguardano la digitalizzazione delle procedure, il contrasto all’abuso dell’ingresso per motivi di lavoro e alcune modifiche alle procedure di protezione internazionale. La legge riserva alle lavoratrici fino al 40% degli ingressi per lavoro subordinato programmati per il 2025 e adotta una nuova programmazione triennale degli ingressi per lavoro in Italia per il periodo 2026-2028. Introdotto inoltre un nuovo tipo di permesso di soggiorno per i cittadini di Paesi terzi vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Ricongiungimenti familiari. In base alla Legge 187/2024 il ricongiungimento potrà essere richiesto solo dopo un periodo ininterrotto di soggiorno legale di almeno due anni nel territorio nazionale, ad accezione dei beneficiari di protezione internazionale e al ricongiungimento di minori. Inoltre, l’idoneità degli alloggi potrà essere rilasciata dal Comune solo previa verifica del numero degli occupanti e degli altri requisiti.
Protezione internazionale. Nel testo della legge di conversione n. 187/2024 è confluita anche la definizione per legge della lista dei Paesi di origine sicuri, per i cittadini dei quali scattano procedure accelerate di frontiera e altre previsioni ad hoc per il riconoscimento della protezione internazionale e l’accoglienza. Inoltre viene spostata dalle sezioni specializzate dei tribunali alle Corti di appello la competenza sui provvedimenti di convalida o di proroga del trattenimento dei richiedenti asilo.
Sfruttamento lavorativo. Il 14 novembre in Gazzetta Ufficiale, con la conversione del DL “Salva Infrazioni” (DL 131/2024, convertito da L 166/2024) sono state stabilite multe da 350 a 5.500 euro a lavoratore per i datori che fanno arrivare in Italia e assumono stagionali stranieri e li sistemano in alloggi non idonei o con affitti troppo alti, oppure decurtano automaticamente il canone dalla retribuzione.
Rinvii pregiudiziali in Corte di Giustizia. Il 25 ottobre 2024 Tribunale di Bologna, sulla scia di un precedente rinvio pregiudiziale di Firenze (C-388/24), ha interrogato la Corte di Giustizia sui criteri applicabili per la valutazione di sicurezza di Paesi nei quali sono comprovate persecuzioni contro gruppi individuati di persone. L’11 novembre anche il Tribunale di Roma ha rinviato alla medesima Corte quattro quesiti alla Corte di giustizia europea inerenti alle modalità di individuazione dei Paesi sicuri e al ruolo in materia del giudice nazionale (per approfondire, si legga la scheda esplicativa su tali vicende giuridiche di G. Mentasti sulla rivista Sistema Penale).
Paesi di origine sicura. È stato pubblicato il 23 ottobre in Gazzetta Ufficiale e trasmesso alle Camere per la conversione in legge il Decreto-Legge 23 ottobre 2024, n. 158: Disposizioni urgenti in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. Il provvedimento riduce a 19 i Paesi di origine considerati sicuri (depennati dalla lista Nigeria, Colombia e Camerun). Entro il 15 gennaio di ogni anno, il governo delibererà una relazione sulla situazione dei Paesi già inclusi nell’elenco e dei nuovi Paesi da includere e la trasmetterà alle competenti commissioni parlamentari. Il Governo il 30 ottobre ha rinunciato alla conversione in legge e ha inserito il testo come emendamento nella conversione del Decreto Legge 145/2024 dell’11 ottobre, per affinità di materia.
Protocollo Italia-Albania. Il 18 ottobre il Tribunale di Roma – Sezione per i diritti della persona e immigrazione – non ha convalidato il trattenimento di 12 persone migranti trasferite all’interno del centro italiano di permanenza per il rimpatrio in Albania. Le persone (provenienti dal Bangladesh e dall’Egitto, Paesi considerati di origine sicura dal DPCM allora in vigore) erano state trasportate dalla nave della Marina militare e assoggettate a procedure accelerata di frontiera. I giudici romani, interpretando la sentenza del 4 ottobre della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C-406/22), non hanno ritenuto applicabile al caso di specie il concetto di Paese di origine sicura, e di conseguenza non hanno convalidato la procedura in atto (per approfondire, si legga il commento alla sentenza della Corte di Giustizia di S. Morlotti).
Modifiche legislative. Decreto Legge 11 ottobre 2024, n. 145 recante “Disposizioni urgenti in materia di ingresso in Italia di lavoratori stranieri, di tutela e assistenza alle vittime di caporalato, di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale, nonché dei relativi procedimenti giurisdizionali”. Il Decreto è diviso in quattro capi: modifiche alla disciplina dell’ingresso in Italia di lavoratori stranieri; disposizioni in materia di tutela dei lavoratori stranieri vittime di reato; disposizioni in materia di gestione dei flussi migratori e di protezione internazionale; disposizioni processuali. Le novità principali contenute nel provvedimento, sono state riassunte nell’approfondimento dedicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, divise per sezioni tematiche: modifiche alla disciplina dell’ingresso in Italia dei lavoratori stranieri; norme per combattere il lavoro sommerso e lo sfruttamento lavorativo; norme in materia di flussi migratori e di protezione internazionale. Il decreto dovrà essere convertito in legge entro l’11 dicembre.
Rapporti e note. Una nuova Nota orientativa pubblicata dal GRETA, organismo del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani, evidenzia gli obiettivi e i principi del periodo di recupero e di riflessione, la sua base giuridica e le procedure di assegnazione di tale periodo. L’ 11 settembre online la nuova “Guida pratica per richiedenti protezione internazionale in Italia” curata e aggiornata dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo, in collaborazione con l’UNHCR.
Scuola. Il 9 settembre pubblicate le nuove Linee Guida per l’insegnamento dell’educazione civica, con un decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito. Le Linee guida individuano traguardi di sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento per il primo e per il secondo ciclo di istruzione, oltre a indicare azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile per la scuola dell’infanzia a partire da questo anno scolastico.
Ritardi nella procedura di emersione. Il Consiglio di Stato, con la sentenza del 20 settembre 2024, n. 7704, accoglie, per la prima volta in materia di immigrazione, un’azione collettiva (class action) contro la Pubblica amministrazione (in particolare la Prefettura di Milano) per i gravi e sistematici ritardi nella definizione della procedura di emersione. Segnalazione ASGI.
Assegno unico. Il 25 luglio la Commissione Europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea con una procedura di infrazione per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori in relazione alle prestazioni familiari loro concesse. Secondo la Commissione, i requisiti della residenza in Italia da almeno due anni e della presenza in Italia dei figli per accedere alla prestazione sociale dell’assegno unico sono discriminatori, violano il diritto dell’UE in materia di coordinamento della sicurezza sociale e di libera circolazione dei lavoratori.
Minori stranieri non accompagnati. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 2024 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 maggio 2024, n. 98, recante le modalità di svolgimento del colloquio che il minore straniero non accompagnato deve effettuare al momento dell’ingresso nelle strutture di prima accoglienza. Il regolamento, in vigore dal 27 luglio 2024, definisce modalità di conduzione e i contenuti del colloquio e della relazione che l’operatore dovrà fare al termine.
Protezione temporanea. Prorogata fino al 4 marzo 2026 dal Consiglio dell’Unione Europea la protezione concessa ai cittadini ucraini in fuga dalla guerra di aggressione russa.
Patto migrazione e asilo. Il 12 giugno la Commissione Europea ha presentato il Piano di attuazione comune del patto, che stabilisce le tappe fondamentali affinché tutti gli Stati membri mettano in atto le capacità giuridiche e operative necessarie per iniziare ad applicare la nuova legislazione entro la metà del 2026.
Corte di Giustizia dell’Unione Europea. L’11 giugno 2024 la Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata nel caso Staatssecretaris van Justitie en Veiligheid (Causa C-646/21): con un interessante ragionamento giuridico la Corte ha valutato meritevoli di protezione due adolescenti irachene la quali, avendo interiorizzato nel paese di accoglienza (i Paesi Bassi) alcuni valori connessi all’uguaglianza di genere, in caso di rimpatrio verrebbero esposte a persecuzione in quanto appartenenti a un “determinato gruppo sociale”.
Scuola. Pubblicato il Decreto Legge 71/2024 per il prossimo anno scolastico, “Disposizioni urgenti in materia di sport, di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025 e in materia di università e ricerca”, pubblicato il 31 maggio in Gazzetta Ufficiale. Al suo interno, norme dedicate anche a “misure per l’integrazione scolastica degli alunni stranieri” (art.11): docenti di italiano dedicati, corsi extracurriculari di potenziamento della lingua italiana e collaborazioni tra scuole e Centri Provinciali di Istruzione degli Adulti (CPIA).
Unione Europea. Il Consiglio dell’UE ha adottato il 27 maggio una nuova direttiva che aggiunge lo sfruttamento della maternità surrogata, del matrimonio forzato e dell’adozione illegale alle forme di sfruttamento contemplate dalla sua legislazione contro la tratta di esseri umani (Comunicato stampa del Consiglio).
Protezione internazionale e Paesi di origine “sicuri”. Il 7 maggio un decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha aggiornato, ampliandola, la lista dei Paesi di origine sicuri per i richiedenti protezione internazionale. Conseguenze di questa definizione, in concreto, sono: l’esame prioritario della domanda e la possibilità che questa sia dichiarata manifestamente infondata se il richiedete non invoca “gravi motivi”. I sei Paesi aggiunti alla lista sono: Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù, Sri Lanka. L’inclusione nella lista non ha effetto sulle domande di protezione internazionale presentate prima dell’adozione del decreto.
ONG. L’Autorità per l’aviazione civile italiana ENAC ha annunciato attraverso diverse ordinanze del 6 maggio 2024 che gli aerei utilizzati dalle ONG per individuare le imbarcazioni di migranti non potranno più operare dagli aeroporti della Sicilia, di Pantelleria e di Lampedusa, vicini alle principali rotte di navigazione.
Patto migrazione e asilo. Dopo l’approvazione ufficiale del nuovo Patto, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha rilasciato il 2 maggio una dichiarazione congiunta in cui esprime preoccupazione per il rischio che la nuova normativa generalizzi la detenzione degli immigrati alle frontiere. Gli esperti hanno invitato gli Stati membri dell’UE a vietare la detenzione per immigrazione dei minori, e a porre fine a questa pratica anche per gli adulti. Gli esperti hanno inoltre invitato gli Stati membri a istituire meccanismi indipendenti per monitorare il rigoroso rispetto dei diritti umani durante le procedure di controllo e di frontiera, ad astenersi dalle espulsioni collettive, a prevenire la definizione di profili razziali da parte degli agenti dell’immigrazione e delle forze dell’ordine e ad ampliare e diversificare i percorsi di migrazione regolare.
Sostegno al reddito. Anche i cittadini stranieri in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno hanno diritto a ricevere le “prestazioni economiche a sostegno del reddito, di varia natura”, erogate dall’INPS, come per esempio le indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll o il bonus asilo nido. Lo ha ribadito l’INPS dopo aver interpellato in proposito l’Avvocatura dello Stato. Nel messaggio n. 1589 del 22 aprile 2024, l’INPS richiama l’art. 9 bis del Dlgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione) – maggiori informazioni su integrazionemigranti.gov.it.
Residenza per accesso ad alloggi pubblici. La Corte costituzionale con la sentenza n. 67 depositata il 22 aprile ha giudicato (ancora una volta) irragionevole negare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica a chi, italiano o straniero, al momento della richiesta non sia residente nel territorio della Regione Veneto da almeno cinque anni. Qui il commento ASGI, una delle associazioni promotrici del ricorso.
Corridoi lavorativi. Il 12 aprile è stato firmato il nuovo protocollo di intesa per la realizzazione di un progetto sperimentale per l’”Apertura di Corridoi Lavorativi”, da parte dei Ministeri dell’Interno, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla Comunità di Sant’Egidio. L’elaborazione dei progetti di formazione pre-partenza e di inserimento lavorativo, e l’individuazione dei relativi partecipanti, verranno effettuate dalla Comunità di Sant’Egidio, per un numero complessivo di trecento persone nel biennio provenienti da Libano, Etiopia e Costa d’Avorio.
Sistema Comune di Asilo. Il 10 aprile il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Patto sulle migrazioni e l’asilo, un pacchetto di dieci testi legislativi per riformare la politica europea in materia di migrazione e asilo, come concordato con gli Stati membri dell’UE. Nuovi meccanismi di solidarietà e responsabilità tra gli Stati, gestione delle situazioni di crisi, controlli più stringenti alle frontiere esterne, procedure comuni per l’esame delle domande di asilo sono solo alcune delle novità, analizzate nell’approfondimento ISMU ETS sul tema.
Nomadi digitali. Pubblicato il 4 aprile il decreto su “Modalità e requisiti per l’ingresso ed il soggiorno dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea che svolgono un’attività lavorativa altamente qualificata attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici che consentono di lavorare da remoto”. Si disciplinano gli ingressi di “nomadi digitali e lavoratori da remoto”, che il Testo Unico dell’Immigrazione già pone al di fuori delle quote del decreto flussi. In entrambi i casi di tratta di lavoratori altamente qualificati che operano a distanza grazie alla tecnologia, ma sono definiti “nomadi digitali” i lavoratori autonomi, “lavoratori da remoto” i subordinati e i collaboratori.
Emersione. La Corte Costituzionale ha depositato il 19 marzo la sentenza n. 43 con il quale statuisce che sia irragionevole e non conforme al principio di proporzionalità far discendere in via automatica il rigetto dell’istanza di emersione del lavoratore straniero irregolare da una precedente condanna per un reato di lieve entità, anziché dall’accertamento in concreto della sua attuale pericolosità.
Minori non accompagnati. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore dal 15 marzo il Regolamento concernente i compiti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in materia di minori stranieri non accompagnati, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (DPR 231/2023). La normativa regola il Sistema Informativo Minori, le indagini familiari, il parere sul permesso ai maggiorenni, le misure per l’integrazione e i programmi solidaristici di accoglienza temporanea.
Nello stesso giorno, 15 marzo, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (CoE) ha adottato una decisione in cui esorta l’Italia ad adottare misure necessarie all’attuazione della sentenza della Corte Europea dei Diritti umani Darboe e Camara c. Italia. Nel 2022 l’Italia era stata condannata per aver collocato un minore straniero non accompagnato per più di 4 mesi in un centro di accoglienza per adulti, sovraffollato e privo di strutture e assistenza sanitaria adeguate, e per averlo identificato come adulto, solo sulla base di un esame radiografico del polso e senza garantirgli la possibilità di presentare ricorso.
Permesso unico. Il Parlamento Europeo ha approvato nella seduta del 13 marzo scorso le norme che modificano la direttiva sul permesso unico, adottata nel 2011. Le nuove norme riguardano il diritto di cambiare datore di lavoro, occupazione e settore lavorativo, la disoccupazione, le tempistiche di rilascio del permesso e la possibilità di cambiare status senza dover tornare nel Paese di Origine. Il provvedimento dovrà essere formalmente approvato dal Consiglio; gli Stati membri avranno poi due anni dopo l’entrata in vigore della direttiva per modificare le legislazioni nazionali.
Rifugiati. È stato firmato il 4 marzo da UNHCR, Agenzia ONU per i rifugiati, e dall’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, un protocollo di intesa che prevede l’impegno congiunto per il rafforzamento del SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione e per la promozione dell’adesione dei comuni italiani alla Carta per l’integrazione delle persone rifugiate.
Contrasto allo sfruttamento lavorativo. Sarà nominato un Commissario straordinario per superare gli insediamenti abusivi dove vivono migliaia di lavoratori agricoli, per lo più stranieri e spesso sfruttati. Lo prevede l’articolo 7 del Decreto-Legge 19/2024 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, pubblicato il 2 marzo in Gazzetta Ufficiale. Il Commissario opererà presso il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, resterà in carica fino alla fine del 2026 e potrà contare su una struttura di supporto con dodici unità di personale e sulla collaborazione di cinque esperti.
Assegno sociale per stranieri. Con l’ Ordinanza n. 29 del 27 febbraio 2024 la Corte Costituzionale ha effettuato un nuovo (ottavo) rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in materia di assegno sociale per i cittadini stranieri. La Corte si interroga sulla possibilità che la normativa europea sui diritti connessi al permesso unico di lavoro comprenda una provvidenza come l’assegno sociale e se, pertanto, il diritto dell’Unione osti ad una normativa nazionale che non estende agli stranieri titolari del permesso unico la provvidenza sopra citata, già riconosciuta agli stranieri titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Sistema Comune di Asilo. L’8 febbraio i rappresentanti degli Stati membri dell’UE hanno approvato l’accordo provvisorio tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo, raggiunto il 20 dicembre scorso, su un patto composto da cinque atti legislativi fondamentali che riformeranno il sistema di asilo e migrazione dell’UE.
Pensioni. Firmato il 6 febbraio l’“Accordo di sicurezza sociale” bilaterale fra Italia e Albania che regolerà le prestazioni pensionistiche e le indennità di disoccupazione, malattia e maternità di coloro che esercitano o hanno esercitato un’attività subordinata o autonoma nei due Stati.
Asilo. La Corte Suprema di Cassazione ha rinviato d’urgenza alla Corte di Giustizia UE (comunicato stampa del 30 gennaio) la questione della compatibilità con il diritto dell’Unione della garanzia finanziaria di circa 5mila euro che un richiedente asilo in Italia deve versare per evitare di essere trattenuto in un centro alla frontiera, in attesa dell’esito della domanda di asilo analizzata con una procedura accelerata.
Il decreto milleproroghe ha nuovamente (come da dieci anni a questa parte) spostato al 31 dicembre 2024 il termine a partire dal quale anche ai cittadini extra UE regolarmente soggiornanti in Italia potrebbero poter utilizzare le dichiarazioni sostitutive riguardanti gli stati, le qualità personali e i fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani in materia di immigrazione.
Ucraina. La legge di bilancio, in vigore dal 1° gennaio 2024, ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 i permessi di soggiorno per protezione temporanea per i cittadini ucraini, prevedendo anche la possibilità di convertire tali permessi in permessi per motivi di lavoro.
Dal 1° gennaio 2024 è in vigore la nuova normativa sull’assegno di inclusione, una misura di integrazione al reddito familiare e sostegno economico. L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni: con disabilità; minorenne; con almeno 60 anni di età; in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali. I cittadini stranieri possono accedere all’assegno solo in presenza di alcune condizioni:
- essere in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o essere titolari dello status di protezione internazionale;
- essere residenti in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.
Iscrizione scolastica anno 2024-25 per alunni stranieri. In una nota esplicativa il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ribadito che “agli alunni/studenti con cittadinanza non italiana si applicano le medesime procedure di iscrizione previste per gli alunni/studenti con cittadinanza italiana”. Anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line, tramite la creazione di un codice provvisorio. I genitori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale di cittadinanza non italiana privi di codice fiscale potranno “recarsi presso l’istituzione scolastica prescelta al fine di effettuare l’iscrizione attraverso il riconoscimento in presenza con i documenti identificativi in loro possesso”.
Ius sanguinis. Convertito in legge il Decreto Legge 36/2025, che ha riformato la cittadinanza italiana per discendenza. La Legge 23 maggio 2025, n. 74: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36 è stata approvata definitivamente il 20 maggio e introduce criteri più rigorosi per la trasmissione della cittadinanza per discendenza, ponendo nuovi limiti temporali e valorizzando il legame affettivo e attuale con la comunità nazionale. Qui un riassunto delle principali modifiche, che riguardano sia l’acquisto della cittadinanza che nuovi canali di ingresso lavoro per discendenti. Il Ministero dell’Interno ha inoltre trasmesso le prime indicazioni operative agli Ufficiali di stato civile dei Comuni.
Iure sanguinis. Il 28 marzo il Consiglio dei ministri ha emanato nuove norme e due disegni di legge che riformano l’acquisizione della cittadinanza per discendenza da cittadini italiani (fino ad ora possibile per chiunque avesse un avo italiano senza limiti di tempo). I discendenti di cittadini italiani nati all’estero, si legge nel Comunicato del Consiglio dei Ministri, saranno automaticamente cittadini solo per due generazioni: solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita. I figli di italiani acquisteranno automaticamente la cittadinanza se nascono in Italia oppure se, prima della loro nascita, uno dei loro genitori cittadini ha risieduto almeno due anni continuativi in Italia. Un disegno di legge mira anche ad alleggerire il lavoro dei consolati, negli ultimi anni sommersi di richieste: sarà istituito un ufficio speciale centralizzato alla Farnesina. L’intento è rendere più efficienti le procedure e permettere ai consolati di concentrarsi sull’erogazione dei servizi a chi è già cittadino. Resterà cittadino chi in precedenza è già stato riconosciuto tale (da un tribunale, da un comune, da un consolato). Saranno comunque processate secondo le precedenti regole le richieste di riconoscimento della cittadinanza documentate e presentate entro le 23.59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025.
Accertamento del requisito linguistico. La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge italiana sulla cittadinanza nella parte in cui non esonera dalla prova della conoscenza della lingua italiana il richiedente affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o da disabilità, attestate mediante certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica.
Apolidia. Definite le Linee guida per il raccordo tra il procedimento di riconoscimento dello status di rifugiato e la determinazione dello status di apolide, previste dal Protocollo d’intesa tra i competenti Uffici del Ministero dell’Interno e l’UNHCR. L’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati ha pubblicato il 27 febbraio un nuovo rapporto Mappatura dell’Apolidia in Italia, che mette in luce le sfide affrontate dalle persone apolidi e da coloro che sono a rischio di apolidia in Italia.
Referendum. L’8 e il 9 giugno 2025, i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari, tra cui uno di particolare rilevanza per gli stranieri soggiornanti in Italia: la modifica delle norme sulla cittadinanza. Questo referendum propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale in Italia necessario per richiedere la cittadinanza italiana. Qui la pagina di approfondimento ISMU sul tema.
Ius scholae onorario. Cittadinanza ai minori stranieri residenti a Firenze: la delibera comunale contiene un apposito disciplinare ed istituisce lo Ius scholae, riconoscimento per i bambini e ragazzi nati in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti che, previa frequenza di almeno cinque anni, hanno completato uno o più cicli scolastici nel sistema di istruzione e formazione italiano. Al di là del significato simbolico, si tratta di un atto che non costituisce alcuna posizione giuridica soggettiva in capo ai destinatari.
La Corte Costituzionale ha affermato, con la sentenza numero 11 depositata il 7 febbraio 2025, che il quesito relativo alla cittadinanza italiana è ammissibile (come da Comunicato Stampa della Corte), di conseguenza il referendum avrà luogo nella prossima primavera. La richiesta referendaria, se approvata dagli elettori, avrebbe quale esito che tutti gli stranieri maggiorenni con cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione europea potrebbero presentare richiesta di concessione della cittadinanza italiana dopo cinque anni di residenza legale in Italia.
Il 24 settembre 2024 è stato raggiunto il quorum – 500mila firme – per chiedere il referendum sulla cittadinanza. Il quesito depositato propone di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni. Mira quindi a modificare l’articolo 9 dell’attuale legge sulla cittadinanza 91/1992.
Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Pubblicata la sentenza di rinvio pregiudiziale della Corte di Giustizia dell’UE nelle cause riunite C-112/22 CU e C-223/22 ND, relative al reddito di cittadinanza. La Corte ha considerato il requisito di residenza di 10 anni una discriminazione indiretta nei confronti dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, considerando illegittimo che uno Stato membro proroghi unilateralmente il periodo di soggiorno richiesto dalla direttiva sui lungo soggiornanti (5 anni) affinché un cittadino di un paese terzo possa beneficiare di un trattamento paritario rispetto ai cittadini di tale Stato in materia di accesso alle prestazioni sociali.
CPR al vaglio della Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 96 del 3 luglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dal Giudice di pace di Roma sull’art. 14, comma 2, del Testo unico sull’immigrazione, riguardanti il trattenimento degli stranieri nei Centri di permanenza per i rimpatri. Pur riconoscendo che tale trattenimento incide sulla libertà personale e che la normativa vigente è carente, in quanto affida a norme secondarie e provvedimenti discrezionali la regolazione di aspetti essenziali, la Corte ha ritenuto le questioni inammissibili perché la soluzione spetta al legislatore, cui compete garantire una disciplina chiara e rispettosa dei diritti fondamentali.
Ricerca e salvataggio in mare. Con la sentenza n. 101 dell’8 luglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Brindisi sull’art. 1, comma 2-sexies, del d.l. n. 130/2020, relativo al fermo amministrativo delle navi. La Corte ha riconosciuto il carattere punitivo della misura, ma ha ritenuto che la normativa descriva in modo chiaro le condotte sanzionabili, garantendo la legalità e la prevedibilità delle sanzioni. Prioritaria, secondo la Corte, è l’indicazione di un porto sicuro, «che salvaguarda il rispetto della vita, dei bisogni essenziali, della libertà, dei diritti assoluti (il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti)». In base a queste considerazioni, «non è vincolante, pertanto, un ordine che conduca a violare il primario obbligo di salvataggio della vita umana e che sia idoneo a metterla a repentaglio e non ne può essere sanzionata l’inosservanza».
Corte EDU. La Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sentenza sul caso S.S. e altri contro Italia, ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da alcuni migranti. Secondo la Corte, non ci sono prove sufficienti per affermare che l’Italia avesse il controllo effettivo delle operazioni in mare svolte dalla Guardia Costiera libica, e quindi non si può parlare di giurisdizione italiana. La Corte ha respinto l’idea che il semplice supporto tecnico e finanziario dato dall’Italia alla Libia equivalga a un controllo diretto sulle operazioni libiche, e ha rifiutato un’interpretazione più ampia della responsabilità italiana in mare, diversamente da quanto affermato da alcuni giudici nazionali.
Procedure di asilo alla frontiera. Tra il 12 giugno del 2026 e il 12 giugno del 2027 l’Italia potrà esaminare un numero massimo di 16.032 domande d’asilo con procedura di frontiera, la quota più alta nell’intera Ue pari al 26,7% del totale. È quanto stabilito nella Decisione di esecuzione (UE) 2024/2150 della Commissione, del 5 agosto 2024, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) 2024/1348 sulla capacità adeguata degli Stati membri e il numero massimo di domande che uno Stato membro è tenuto a esaminare con procedura di frontiera ogni anno. Dal 13 giugno 2027 al 14 ottobre 2027, l’Italia potrà invece al massimo esaminare con tale procedura 24.048 domande di asilo.
Il rapporto Guidance on investigating alleged ill-treatment at borders (Guida alle indagini sui presunti maltrattamenti alle frontiere) pubblicato da FRA, l’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali, rivela che molte violazioni dei diritti gravi, ricorrenti e diffuse alle frontiere non vengono indagate adeguatamente.
Strage di Cutro. Chiuse il 23 luglio le indagini dalla Procura di Cutro, che ha individuato sei indagati responsabili per naufragio colposo, di omicidio colposo plurimo di 94 persone, tra cui 35 bambini. Secondo il magistrato, l’ipotizzata responsabilità penale si fonda sul “prioritario, fondamentale e ineludibile obbligo di salvaguardare la vita in mare, anche rispetto a condotte imprudenti, negligenti e imperite degli scafisti nonché di tutela dell’ordine pubblico” (fonte: Articolo de ilSole24ore).
Sbarchi e stato di emergenza. Il 9 aprile il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, ha deliberato la proroga di sei mesi dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza “dell’eccezionale incremento dei flussi di persone migranti in ingresso sul territorio nazionale attraverso le rotte migratorie del Mediterraneo”. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell’interno, dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia 15.644 migranti. Approfondimento sui dati nella pagina ISMU ETS dedicata ai dati e alle statistiche.
I controlli alla frontiera con la Slovenia sono stati prorogati, a decorrere dal 19 gennaio, per ulteriori 5 mesi. La decisione del Ministero dell’Interno, comunicata con una nota inviata alle Autorità UE e ai Ministri dell’interno degli Stati Membri, è motivata dal “perdurare del rischio di possibili infiltrazioni terroristiche tra coloro che giungono irregolarmente in Italia, e in ragione del fatto che dalla frontiera terrestre con la Slovenia transitano i maggiori flussi provenienti dalla rotta balcanica”.
Sicurezza sociale. Il 1° luglio 2025 è entrato in vigore l’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Albania in materia di sicurezza sociale (Circolare numero 106 del 1° luglio 2025). L’Accordo ha lo scopo di coordinare le legislazioni dei due Stati contraenti, al fine di garantire la portabilità dei diritti in materia di sicurezza sociale (in tema di disoccupazione, malattia e maternità).
Uzbekistan. Firmato il 29 maggio scorso, a Samarcanda, un Memorandum di Intesa tra le autorità italiane e quelle uzbeke in materia di migrazione e mobilità. Nell’anno 2025 l’Italia riserverà una quota massima di 500 ingressi per lavoratori non stagionali di cittadinanza uzbeka e una quota massima di 750 per lavoratori stagionali, all’interno delle quote del decreto flussi riservata ai Paesi con i quali l’Italia conclude accordi finalizzati alla cooperazione in materia migratoria. Per gli anni successivi le quote verranno stabilite in funzione delle esigenze del mercato del lavoro.
Albania. La Legge 23 maggio 2025, n. 75: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 marzo 2025, n. 37, recante disposizioni urgenti per il contrasto dell’immigrazione irregolare, è stata pubblicata il 23 maggio 2025 in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento amplia la categoria di persone che possono essere trasferite nelle strutture di trattenimento in Albania, includendo non solo i richiedenti asilo provenienti da paesi sicuri, ma anche i migranti irregolari destinatari di un provvedimento di espulsione.
Evacuazioni umanitarie. Ripresi i trasferimenti emergenziali di minori palestinesi bisognosi di cure mediche, accompagnati in Italia dai rispettivi familiari con voli militari in partenza dall’Egitto o da Israele. Le operazioni MedEvac – Medical Evacuation sono coordinate dalla Protezione Civile e vedono coinvolti rappresentanti di Red Cross e Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
Svizzera. Firmato il 17 maggio al Viminale dal Capo di Gabinetto e dalla Segretaria di Stato alla migrazione della Svizzera l’Accordo per l’attuazione del progetto di collaborazione italo-svizzero in ambito migratorio. Si tratta di una nuova forma di collaborazione che riguarda il sistema di accoglienza dei migranti, in particolare dei minori stranieri non accompagnati.
Tunisia. Nel corso della missione istituzionale in Tunisia, in aprile il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha firmato un Memorandum d’Intesa con il Ministro dell’Istruzione della Repubblica di Tunisia per rafforzare la cooperazione tra i sistemi di istruzione italiano e tunisino. L’accordo prevede la promozione di iniziative per migliorare la qualità dell’insegnamento della lingua italiana nel sistema scolastico tunisino e l’attuazione di un programma di interventi nel settore dell’istruzione tecnica, facilitando la mobilità di docenti e studenti tra i due Paesi.
Tunisia. Il 5 marzo è stato firmato il protocollo d’intesa che dà attuazione al Memorandum per la cooperazione nella gestione dei flussi migratori sottoscritto a Tunisi lo scorso 20 ottobre dai Ministri degli Esteri italiano e tunisino. Con esso si definisce la collaborazione tra le agenzie dei due Ministeri per far arrivare in Italia 12.000 lavoratori tunisini in tre anni.
Albania. Il 14 febbraio è stato definitivamente approvato il decreto di ratifica ed esecuzione del protocollo Italia-Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria, con il quale l’Albania concede all’Italia due aree del suo territorio (presso il porto di Shengjin e nell’entroterra, presso la località di Gjadër) per realizzare strutture per le procedure di frontiera o di rimpatrio dei migranti. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il 21 marzo l’avviso di manifestazione di interesse per l’affidamento dei servizi di accoglienza per il funzionamento e la gestione dei centri di accoglienza e trattenimento previsti dal protocollo.
L’11 gennaio è stato convertito in legge il decreto-legge (adottato a novembre) recante Disposizioni urgenti in merito alla collaborazione dell’Italia con Stati del Continente africano, in conformità a un documento programmatico denominato “Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei”. Il Piano, come descritto nel decreto-legge, “persegue la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano, mediante la promozione di uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza”. Individuerà ambiti di intervento e priorità di azione in una lunga serie di settori, compreso il contrasto dell’immigrazione irregolare e la gestione dei flussi legali.
La Camera ha approvato il disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria, firmato a Roma il 6 novembre 2023. Nel frattempo, lunedì 29 gennaio la Corte Costituzionale albanese ha stabilito che l’accordo tra Roma e Tirana “non lede l’integrità territoriale della nazione”, e può quindi passare al Parlamento albanese per essere definitivamente approvato. Qui la pagina ISMU dedicata al monitoraggio delle politiche di esternalizzazione.
Finlandia. Il governo finlandese ha introdotto cambiamenti restrittivi ai permessi di soggiorno e di lavoro per cittadini stranieri. Per ottenere il permesso di soggiorno permanente, sarà necessario aver vissuto in Finlandia con un permesso valido per almeno sei anni (invece degli attuali quattro), conoscere il finlandese o lo svedese e aver lavorato nel Paese per un certo periodo. Il requisito dei quattro anni resterà valido solo per chi guadagna almeno 40.000 euro l’anno, ha una laurea riconosciuta o un’elevata competenza linguistica e tre anni di esperienza lavorativa. Inoltre, con un’altra riforma il governo finlandese ha statuito che i lavoratori migranti disoccupati avranno solo da tre a sei mesi per trovare un nuovo lavoro: prima non vi erano limiti.
Polonia. Il parlamento polacco ha votato una legge che consente al governo di sospendere il diritto di asilo per un massimo di 60 giorni per le persone che arrivano dalla Bielorussia al confine polacco senza documenti di viaggio validi. Le proroghe sarebbero possibili se approvate dal Parlamento. La ONG polacca Fundacja Ocalenie ha presentato un appello alla Cancelleria del Presidente della Repubblica di Polonia per porre il veto alla misura.
Grecia. Il Consiglio di Stato greco ha annullato una decisione ministeriale che definiva la Turchia un “Paese sicuro” per i richiedenti asilo provenienti da Siria, Afghanistan, Pakistan, Bangladesh e Somalia. Di conseguenza, i richiedenti asilo provenienti da questi Paesi saranno sottoposti a una valutazione individuale del loro caso, anziché essere rimandati in Turchia.
Francia. Il Senato francese ha votato in febbraio un progetto di legge che mira a vietare i matrimoni con persone prive di documenti, nonostante una decisione del 2003 della Corte costituzionale francese abbia ritenuto che la libertà di sposarsi faccia parte della libertà personale, protetta dalla Costituzione francese. In mancanza della prova di residenza dei nubendi, il sindaco potrà deferire l’unione al pubblico ministero. Il testo della proposta dovrà essere votato anche dall’Assemblea nazionale.
Spagna. Il governo spagnolo ha annunciato un programma di regolarizzazione per concedere permessi di soggiorno e di lavoro di un anno alle persone colpite dalle inondazioni di Valencia e ai loro parenti più stretti. Secondo i calcoli delle autorità, la misura dovrebbe andare a beneficio di almeno 25.000 persone.
Spagna. Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato una riforma del Reglamento de Extranjería per semplificare le procedure di immigrazione. Le principali novità includono:
- una sezione dedicata ai visti, con durata iniziale di un anno e rinnovi di quattro anni. Il visto per la ricerca di lavoro passa da tre mesi a un anno;
- modifiche all’arraigo, ora suddiviso in cinque categorie, con requisiti più flessibili e riduzione del periodo minimo di residenza da tre a due anni. Si stima che 300.000 persone potranno regolarizzarsi;
- maggiori opportunità per studenti stranieri, che potranno lavorare fino a 30 ore settimanali e convertire il permesso di studio in uno per lavoro;
- facilitazioni nelle assunzioni, tutela dei diritti dei lavoratori migranti e prevenzione dello sfruttamento;
- semplificazioni nei ricongiungimenti familiari, inclusi i parenti di vittime di tratta e violenza.
Germania. l Ministero federale dell’Interno e della Comunità tedesco ha informato ieri la Commissione europea di aver ordinato il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera alle frontiere terrestri della Germania con Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio e Danimarca per sei mesi, a partire dal 16 settembre 2024. “I motivi per ordinare il controllo temporaneo delle frontiere – si legge in una nota del Ministero federale dell’Interno e della Comunità tedesco - sono la necessità di limitare ulteriormente l’immigrazione irregolare e di proteggere la sicurezza interna della Germania.”
Olanda. Il nuovo programma del governo olandese promette di aumentare la capacità dei centri di detenzione per immigrati e di accelerare il rimpatrio di persone prive di documenti. Il programma fa inoltre riferimento all’accordo Italia-Albania come modello di cooperazione con i Paesi terzi in materia di migrazione e si impegna a limitare l’asilo e la migrazione di manodopera, soprattutto per i lavori a bassa retribuzione. Nonostante ritenga “essenziale” l’attuazione del Patto per la migrazione dell’UE, a metà settembre il governo olandese ha chiesto ufficialmente di non aderire alle regole dell’UE in materia di migrazione e asilo.
European Migration Network. Pubblicato il Rapporto annuale (ARM) dell’European Migration Network (EMN) sulla migrazione e l’asilo: esso mette in evidenza i più significativi sviluppi legislativi e politici introdotti dai Paesi membri e osservatori aderenti alla rete EMN nel corso del 2023, fornendo una panoramica degli sviluppi principali e dei temi trasversali in tutti i settori della migrazione e dell’asilo, nel contesto delle statistiche elaborate da Eurostat ed allegate al Rapporto.
Regno Unito. In seguito alle elezioni del nuovo governo UK, è stata annunciata il 6 luglio dal nuovo primo ministro Keir Starmer, nel suo primo discorso ufficiale, la rinuncia al piano di trasferimento dei richiedenti asilo in Ruanda, progetto di esternalizzazione fortemente voluto dal precedente assetto politico ma contrastato dalla maggioranza dell’(allora) opposizione (fonte: Articolo BBC news).
Ungheria. Il 13 giugno 2024, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata nel caso Commissione contro l’Ungheria (Causa C-123/22): la Corte ha condannato l’Ungheria per non aver rispettato una sentenza del 2020, nella quale si accertava la limitazione all’accesso alla protezione internazionale, la detenzione arbitraria di richiedenti asilo e il non rispetto del loro diritto di rimanere nel paese in attesa di una decisione finale. Secondo i giudici, il Governo ungherese ha eluso deliberatamente l’applicazione della politica comune in materia di asilo e delle norme relative, il che costituisce una violazione senza precedenti ed eccezionalmente grave del diritto dell’UE, rappresentando una minaccia significativa al principio di uguaglianza degli Stati membri. La condanna è il pagamento di 200 milioni di euro e una penalità di 1 milione di euro al giorno finché non si conformerà completamente alla sentenza.
Danimarca. Rinnovato fino al 2028 il programma “IGU”, acronimo di Integrations Grund Uddannelse, ossia “educazione di base per l’integrazione”. Il piano nazionale è stato varato nel 2016, inizialmente con una durata prevista di tre anni, ma il feedback positivo, riscontrato nei risultati ed emerso da uno studio di settore, ha convinto le istituzioni danesi a proseguire per la strada intrapresa. Obiettivo dell’iniziativa è aiutare i rifugiati a inserirsi nel mercato del lavoro. Qui l’opuscolo informativo disponibile in 8 lingue.
Regno Unito. L’Alta Corte dell’Irlanda del Nord ha ritenuto che diverse disposizioni dell’ “Illegal Migration Act” violassero gli obblighi del Regno Unito ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e del Quadro di Windsor, che garantisce che dopo la Brexit non vi sarà alcuna diminuzione dei diritti tutelati. La decisione fa seguito a un ricorso legale presentato dalla Commissione per i diritti umani dell’Irlanda del Nord a causa delle preoccupazioni per gli effetti della nuova normativa sui richiedenti asilo in Irlanda del Nord, anche in relazione alla detenzione e alle deportazioni in Ruanda.
Regno Unito. Approvata in via definitiva dal Parlamento britannico la legge sul trasferimento in Ruanda dei richiedenti asilo: qui il commento del professor Ennio Codini responsabile del settore legale ISMU.
Spagna. La camera bassa del Congresso spagnolo ha votato per prendere in considerazione una petizione popolare per la regolarizzazione di 500.000 persone prive di documenti che vivono e lavorano in Spagna. La petizione ha raccolto più di 700.000 firme e il sostegno di 900 organizzazioni della società civile. L’iniziativa è iniziata due anni fa, dal Movimento “RegularizacionYa”, composto da migranti e organizzazioni antirazziste. Il testo della petizione sarà ora discusso nelle commissioni parlamentari, prima di essere votato dall’intero Congresso.
Repubblica di Cipro. In aprile è stato presentato un nuovo piano d’azione statale per sostenere l’integrazione dei cittadini di paesi terzi nel mercato del lavoro e nell’economia (50 punti, che coprono alloggio, occupazione, competenze, salute, formazione scolastica). Parallelamente tuttavia, il Governo di Cipro ha deciso di sospendere le domande di asilo provenienti da immigrati siriani, in seguito a un picco di arrivi (oltre mille nell’ultimo mese) causato dall’intensificarsi delle tensioni in medio-oriente.
Ungheria. Il 1° marzo è entrata in vigore la nuova normativa ungherese in tema di immigrazione, la più restrittiva tra tutti i paesi membri dell’Unione Europea. La nuova normativa individua 24 tipi di permessi di soggiorno, di cui 8 per motivi di lavoro. Il “permesso di soggiorno per altri motivi” è stato abolito. La normativa si concentra sulle nuove regole di ingresso per lavoro, differenziando casistiche e regolando nel dettaglio varie opzioni e condizioni.
In Germania, il 19 gennaio 2024, il Parlamento ha approvato il cosiddetto “Rückführungsverbesserungsgesetz”, traducibile in italiano come “legge per il miglioramento dei rimpatri”. Si tratta di un pacchetto di norme in materia di immigrazione, volte da un lato a facilitare il processo di ottenimento della cittadinanza tedesca e dall’altro le espulsioni dei richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta.
In Francia il 25 gennaio è stata pubblicata la pronuncia del Conseil Constitutionnel sulla legittimità del disegno di legge “Pour contrôler l’immigration, améliorer l’intégration”, che introduce sostanziali cambiamenti nella normativa francese, inasprendo le misure che regolano i flussi migratori e la regolarizzazione dei migranti. La Corte ha emendato il provvedimento cancellando 32 degli 86 articoli previsti.
In UK il 17 gennaio 2024 la Camera dei Comuni del Parlamento ha approvato la proposta legislativa “Safety of Rwanda Bill” che consente l’invio in Ruanda dei richiedenti asilo arrivati in UK. La misura è al vaglio della Camera dei Lords. Per un approfondimento tematico si rimanda all’analisi del settore legislazione.
Ennio Codini
Marina D’Odorico
Sara Morlotti






























